Il magazine "Ristretti orizzonti" racconta il caso di Emanuele, un giovane siciliano di 19 anni, che a seguito di un incidente stradale, che è costato la vita ad un suo amico e passeggero dell'auto al momento dell'incidente,si è visto condannare a 8 anni di reclusione, perché prima di mettersi al volante, aveva bevuto una birra.Non era ubriaco, aveva bevuto una sola birra, cosa che la legge ammette, per chi ha conseguito la patente da alcuni anni, mentre per i neopatentati il limite è fissato a zero. E pertanto, il caso del ragazzo è rientrato nella legge che punisce l'omicidio stradale.

Cosa prevede il reato di omicidio stradale

Il 25 marzo è entrato in vigore il reato di "omicidio stradale", a lungo invocato anche da associazioni come quella composta da familiari di vittime della strada, e rimasto per anni arenato in parlamento. Le novità legislative introdotte prevedono pene fino a 18 anni di reclusione ed il cosiddetto "ergastolo della patente", un maxi-ritiro della durata di 30 anni.

per chi provoca la morte di una persona a seguito di comportamenti pericolosi al volante, oppure guidando in stato di ebbrezza dovuta a droghe o alcolici. La pena prevista va dagli otto ai dodici anni, ma in presenza di aggravanti - come la fuga o l'omicidio multiplo - possono essere elevati a diciotto.

Il caso del giovane condannato

Era sabato notte, quando viaggiando con a bordo due amici, l'auto di Emanuele si è ribaltata, ed uno dei passeggeri, un giovane 18enne, ci ha rimesso la vita.

L'altro passeggero se l'è cavata con ferite non gravi. Quando i Carabinieri sono intervenuti sul posto, il conducente era in stato di choc. Piangeva a dirotto, il ragazzo rimasto vittima dell'incidente era un suo amico al quale il conducente era molto affezionato.

La condanna ad otto anni

I rilievi del caso hanno evidenziato che prima di mettersi alla guida il giovane aveva bevuto solo una birra, maessendo previsto "alcool zero" per i neopatentati, è scattata l'accusa che ha portato alla condanna.

Senza condizionale, senza sconti di pena, ne attenuanti. La nuova legge non lascia discrezionalità ai giudici. Ed il ragazzo dovrà scontare la pena in carcere. Il magazine Ristretti orizzonti, pur considerando giusta la limitazione dell'alcool per i neopatentati, si chiede se in un caso come questo, sia giusto così. Se la rigidità della legge, sia veramente utile. "Pagare per aver bevuto una birra con una condannasimile a quella prevista per l'omicidio volontario, aiuta la civiltà?

Forse no. Forse aiuta solo i politici che l'hanno votata, per assecondarela spinta travolgente del giustizialismo" conclude il magazine.

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