Il caso della piccola Yara Gambirasio non si è ancora chiuso e nuove indiscrezioni arrivano dal settimanale di Cronaca Nera 'Giallo'. Nell'ultimo numero in edicola ha pubblicato alcune esclusive dichiarazioni della detenuta Luigina A. (detta Gina), la donna che riceve ancora oggi le lettere di Massimo Bossetti, unico indagato per la morte della tredicenne.

Bossetti manda lettere scabrose

Sulle pagine del settimanale, si leggono le dichiarazioni della donna detenuta per diverse condanne per truffa, che ancora oggi riceve da Bossetti le lettere 'scabrose' tanto discusse in questo ultimo periodo.

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Gina ha dichiarato pubblicamente: 'Credo che le lettere di Bossetti, siano una sorta di vendetta nei confronti della moglie infedele Marita'. La quarantaquattrenne si trova in carcere per svariati reati, uno su tutti è una truffa ai danni di un direttore di banca. La donna finirà di scontare le sue condanne dopo il 2020 a causa di molteplici episodi nei quali risulta coinvolta. 

La conferma delle prove scientifiche

Sempre nello stesso reportage, il settimanale 'Giallo', riporta le ultime dichiarazioni accusatorie a carico del muratore di Mapello.

La Procura della Repubblica ha infatti comunicato che le prove scientifiche eseguite, confermano in maniera inequivocabile che Yara morì in quel campo dove fu ritrovata e non altrove, come sostiene da molto tempo la difesa di Bossetti. Secondo la dottoressa Cattaneo, esistono indizi schiaccianti che provano la tesi accusatoria: l'erba nel pugno della ragazza, la terra attaccata alla suola delle sue scarpe, gli insetti che c'erano sul cadavere e la vegetazione sotto il corpo della ragazza. I legali dell'indagato ovviamente, sono di parere completamente opposto, asserendo che la morte di Yara non poteva essere avvenuta in quel luogo, ma in un altro posto e poi successivamente abbandonata a Chignolo.

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Il processo comunque volge al termine e tra poco tempo, sapremo quali saranno le decisioni dei giudici su questo intrigato quanto drammatico caso di cronaca.

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