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Il settimanale "Giallo" con tre diversi reportage, ha riportato tutte le novità riguardanti tre fatti di Cronaca Nera, che hanno riempito le pagine dei giornali e sono stati argomento principale di molte trasmissioni televisive. Purtroppo ancora non sono stati ancora emessi verdetti che possano dare giustizia alla morte di queste persone innocenti, parliamo della piccola Yara Gambirasio, Marco Vannini e la coppia di fidanzati Trifone e Teresa, barbaramente uccisi a Pordenone.

Assolvete Massimo Bossetti

Il Pubblico Ministero Letizia Ruggeri ed il Presidente della Corte d'Assise Antonella Bertoja, hanno ricevuto una busta anonima contenente due proiettili e una lettera con la quale venivano insultate e minacciate per assolvere l'unico imputato accusato della morte di Yara Gambirasio. Il PM Ruggeri nella sua recente requisitoria ha chiesto l'ergastolo per il muratore di Mapello, che equivale al massimo della pena per l'accusa di omicidio volontario.

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Da un primo esame, sembrerebbe che sia opera di un mitomane, ora la busta e il suo contenuto sono al vaglio degli inquirenti, ma al momento sembra che non ci siano impronte digitali nè sulla lettere, nè sui proiettili.

Vannini, ora devono parlare i giudici

La mamma di Marco Vannini ha dichiarato che ora la parola definitiva deve passare ai giudici, i quali devono decidere se la famiglia Ciontoli è colpevole per la morte del figlio oppure no. Intanto i genitori del povero Marco, hanno chiesto di eseguire nella casa del delitto, un'ultima prova, esplodere un colpo di pistola reale, per verificare se i testimoni presenti in quel momento, avessero potuto sentire chiaramente lo sparo. Questa prova è stata chiesta perché i presenti in casa quella fatidica sera, hanno dichiarato di non aver sentito il colpo di pistola.

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La mamma di Marco ha dichiarato di avere molta fiducia nell'operato dei magistrati, che devono giudicare il destino degli indagati.

Trifone e Teresa, l'alibi di Ruotolo è un falso

I magistrati che stanno lavorando sul caso dei due fidanzati Trifone e Teresa, hanno scritto che Giosuè Ruotolo è rimasto in carcere perché il suo alibi è un falso e se fosse libero, potrebbe uccidere ancora. Inoltre hanno aggiunto che il militare è fortemente indiziato, in quanto quella sera si trovava sia sul luogo del delitto, che sul posto dove è stata occultata e successivamente rinvenuta l'arma. Il settimanale Giallo mette in evidenza che i magistrati hanno scritto, che le giustificazioni date da Ruotolo, sono inverosimili, illogiche e prive di consistenza. Inoltre hanno aggiunto che Giosuè Ruotolo è un personaggio imprevedibile e inaffidabile, quindi possiede un elevato grado di pericolosità.

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