Nella giornata del 29 luglio l’ospedale ostetrico e pediatrico di Idlib in Siria ha subito un raid aereo che ha provocato la morte di almeno due persone. La clinica, gestita ormai da circa due anni dall'organizzazione umanitaria ‘Save the Children’ e ‘Syria Relief’ è stata dichiarata non più operativa dall'Osservatorio Siriano per i diritti umani. Ora, l’organizzazione internazionale per i diritti dei bambini è costretta a superare l’ennesima difficoltà: aiutare più di 1300 madri che ogni mese raggiungono questo rifugio anche senza tutti gli strumenti e le apparecchiature adatte, poiché la struttura, situata a Kafer Takhareem, a nord di Idlib, è l’unica clinica ostetrica nel raggio di almeno 100 chilometri, mentre l’Ospedale più vicino si trova a 70 chilometri.
La NotiziaOspedale ostetrico che sosteniamo a Idlib, in #Siria, bombardato poco fa. Si parla di vittime tra staff e pazientihttps://t.co/q8qQds4lIX
— Save the Children IT (@SaveChildrenIT) 29 luglio 2016
Ospedale ostetrico che sosteniamo a Idlib, in #Siria, bombardato poco fa. Si parla di vittime tra staff e pazientihttps://t.co/q8qQds4lIX
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A testimoniare i danni causati dal bombardamento è stata la stessa ‘Save the Children’ che ha tweettato un breve video in cui si vedono con chiarezza gli edifici gravemente danneggiati e le prime ambulanze in viaggio per trovare una sistemazione ai numerosi pazienti. Oltre alla clinica, è stata danneggiata anche una sede della protezione civile.
L’obiettivo
Stando a quanto riferito dall’Osservatorio Siriano, il vero obiettivo del raid aereo sarebbe un miliziano della nuova fazione salafita, Jabhat Fateh al-Sham, appena uscito da al-Qaeda.
Rami Abdel Rahman, direttore dell’Osservatorio, spiega che il miliziano si trovava in quella struttura per star vicino alla moglie, neo-mamma. Nessuno, nonostante un altro bombardamento nella zona di Idlib nella scorsa settimana, avrebbe mai potuto immaginare che qualcuno potesse bombardare una clinica ostetrica, nella quale il 61% dei pazienti sono donne incinte ed il restante 39% sono neonati, completamente indifesi ed innocenti.
Il bombardamento di Aleppo
Solamente 6 giorni fa, cinque ospedali da campo e una banca del sangue di Aleppo sono state gravemente danneggiati. L’attacco fu denunciato dall'Associazione dei Medici Indipendenti (Ida) che, stando a quanto riportato da France Press, attacca gli aerei da guerra sia russi che siriani.
Il bombardamento a causato un black out generale, che ha portato all'inevitabile morte di un bambino con soli due giorni di vita, provocato dall'interruzione dell’ossigeno che gli permetteva la vita.
Così come a Idlib, anche gli ospedali pediatrici di al-Bayan, al-Zahraa e al-Daqaq sarebbero stati dichiarati fuori servizio, a causa degli attacchi da parte degli aerei militare siriani e russi.
Come possiamo costatare giorno per giorno, la guerra non conosce limiti, né morali né civili. La guerra punta a distruggere un paese, colpendo anche gli obiettivi più inoffensivi ed indifesi del nemico, causando così disperazione e paura tra i civili che non possono far altro che sperare che tutta questa follia, un giorno, svanisca.