È un cielo che insieme alle stelle ospita i fuochi d'artificio per festeggiare un giorno speciale, nell'aria si avverte spensieratezza, tra i numerosi turisti e abitanti che sono lungo la promenade Des Anglais di Nizza spicca il volto dolce e gentile di una bambina che con una mano regge il suo bambolotto, a cui molto probabilmente aveva dato un nome, e con l'altra stretta a suo padre. L'atmosfera, così preziosa e casuale, si riduce in tanti piccoli e minuscoli brandelli non appena l'inusuale fa il suo ingresso, una lama appuntita contro il nostro bene più prezioso: è un camion quello guidato dal terrorista Mohamed Lahouaiej Bouhlel, un franco-tunisino che ben stona dallo stereotipo comune.

Sono colpi di arma da fuoco quelli che colpiscono i presenti, in pochi attimi il caos è micidiale, spaventoso e codardo. Vengono fatte diverse sterzate per investire chi più possibile, sono le grida di terrore quelle che fanno capolinea nella notte. Adesso "dov'è mio figlio?" sembra gridare così una donna in mezzo a tutti quei corpi accasciati, all'odore di paura e di morte. Il mondo odierno è spettatore di un ennesimo attacco all'umanità, le bestie proseguono il loro malato progetto, proprio loro che vedono nell'uomo moderno una minaccia, la libertà è scomoda e loro vogliono soffocarla attraverso l'arma più perversa: la paura.

Non possiamo avere più alcuna pietà, le parole di cordoglio, i messaggi pieni di dolore e la bontà non restituiscono più nulla, troppe volte è stato fatto cadere questo meraviglioso vaso per poter essere riparato.

Il buonismo è diventato un vicolo cieco che non garantisce più nessuno. Le ricerche dei dispersi continuano sin dalle prime avvisaglie dell'alba, Facebook e Twitter sono invase da appelli di amici e familiari per rintracciare i loro cari irreperibili, tra questi ci sono quattro italiani: Gianna Muset, Angelo D'Agostino, Andrea Avagnina e Marinella Ravotti.

«Siamo afflitti ed inorriditi da questa tragedia, ma la Francia è forte e sarà sempre più forte dei fanatici che oggi vogliono colpirla» ha dichiarato il presidente Francois Hollande, facendo riferimento che tra le vittime ci sono "tanti bambini" ed estendendo lo stato di emergenza in tutto il Paese per almeno tre mesi. La notte è diventata oscura, le ombre si confondono tra di loro mentre le prime sirene delle forze dell'ordine e del soccorsi fanno il loro arrivo, tra i diversi corpi a terra, in mezzo a quel cielo che in una serata simile sembrava promettere tanta bellezza, si distingue quello di una bambina che al suo fianco aveva un bambolotto e, per chi non l'avesse capito, questo è un punto di non ritorno.

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