Sembrava un commando composto da almeno tre persone e invece, dietro alla sparatoria che ieri ha sconvolto Monaco di Baviera, c'è un 18enne tedesco di origine iraniana. Avrebbe detto: "Ho comprato questa pistola per spararvi" mentre su altre frasi, riportate da alcuni testimoni, sarebbe tutt'ora giallo. Alcuni avrebbero riportato di aver sentito il killer urlare "Allah Akhbar" mente altri avrebbero sentito questa frase: "Sono tedesco, maledetti immigrati".

La certezza, adesso, è quella nei nove corpi rimasti sull'asfalto tra cui quello di una 15enne. E sarebbero diversi i bambini rimasti feriti, tanto che alcuni dei testimoni avrebbero riportato della volontà del killer di colpire in proprio i più indifesi.

Una delle prime indiscrezioni - quella relativa al suicidio di uno degli attentatori (poi rivelatosi l'unico) - è stata poi confermata: il killer, infatti, si sarebbe suicidato con un colpo alla testa dopo aver fatto nove vittime e aver seminato il panico nel quartiere olimpico del capoluogo bavarese.

Le incognite

Sono molte le domande che ancora attendono una riposta. Un attacco premeditato, certo, ma maturato in che contesto? A differenza di quanto successo sul treno bavarese qualche giorno fa, gli inquirenti non hanno in mano nessun elemento che permetta loro di etichettare in un modo o in un altro l'attacco terroristico che ieri ha colpito Monaco di Baviera. La loro attenzione, però, è stata attirata da un annuncio postato su Facebook: un invito a raggiungere il Mc Donald's davanti a cui è andato in scena il terrore, all'ora in cui è scattata la follia, per del cibo gratis.

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La paura è che il (falso) annuncio fosse legato alle intenzioni stragiste del 18enne tedesco di origine iraniana.

Il killer, rispondendo a una persona che stava tentando di interloquire con lui da un balcone, avrebbe detto di essere stato bullizzato per anni tanto da essere tutt'ora in cura. Gli inquirenti, che hanno perquisito la casa di periferia in cui viveva con i genitori, avrebbero sequestrato alcuni oggetti, portati via all'interno di una scatola. Il padre del ragazzo, invece, sarebbe tutt'ora sotto interrogatorio. Il punto è uno: capire perché. E, non certo secondariamente, capire come sia stato possibile, per un 18enne, entrare in posesso di una pistola.

Baviera in ginocchio

E sempre grazie all'uomo del balcone, che sfiderà il killer chiamandolo "stronzo", abbiamo ora in mano le poche, ultime parole del giovane. Oltre a parlare del suo disagio, infatti, il ragazzo avrebbe anche detto: "Sono tedesco, nato in Germania, in un quartiere povero e abitato da percettori di sussidio pubblico".

Il giovane killer, infatti, abitata insieme ai genitori nel quartiere di Maxvorstadt.

Ora, però, la Baviera è in ginocchio. Si tratta infatti del secondo attacco che - nonostante non abbia probabilmente niente a che spartire con l'attacco del 17enne afgano sul treno diretto a Wuerzburg - colpisce la regione in una settimana. Ieri Monaco era una città fantasma, bloccata, impaurita. Chiuse le fermate della metro, bloccati i treni, con centinaia e centinaia di persone in fuga sui binari per raggiungere un posto sicuro.