Ciò che accade realmente in Siria, come sempre, arriva in Occidente a scoppio ritardato. La notizia pertanto è nuova soltanto per gli organi di stampa europei, ma già da diversi giorni l'esercito regolare siriano sarebbe vicinissimo alla presa definitiva di Aleppo. Dopo quella di Palmira, pertanto, le forze leali a Bashar al-Assad sarebbero ad un passo dalla seconda grande vittoria per la riconquista dei territori occupati dalle milizie jihadiste.La sacca di resistenza questa volta non è composta dagli uomini dello Stato Islamico, bensì dai combattenti del Fronte Al Nusra. Questi, ormai prossimi alla disfatta, sarebbero stati praticamente accerchiati e si trovano sotto assedio.

La vittoria del regime

Al Nusra è una cellula di Al Qaeda creata in Siria praticamente all'indomani dello scoppio della guerra civile. Lo scopo era quello di approfittare della rivoluzione per instaurare un governo islamista radicale. Al Nusra non è un alleato dell'Isis (in passato si sono anche fronteggiati sul campo di battaglia) ed insieme a fazioni minori di matrice jihadista compone il Fronte al-Fatah. Ciò che conta davvero però è l'ennesimo successo militare delle truppe del regime di Damasco che negli ultimi mesi, grazie anche al supporto dell'aviazione russa, hanno ormai sotto controllo oltre il 70 per cento del Paese. Sarà pertanto difficile ipotizzare un futuro della Siria senza l'attuale leader che, se dovesse partecipare alle elezioni democratiche richieste dalla coalizione internazionale, lo farà quasi certamente da eroe di un popolo che ha sconfitto la minaccia jihadista.

Una possibilità che prende sempre maggiore quota anchealla luce delle trattative "sottobanco" che l'Unione Europea ha avviato con Assad. La visita di Deeb Zeitoun, capo dei servizi segreti siriani, in Italia, ricambiata da quella del direttore dell'Aise, Alberto Manenti, a Damasco, godrebbe infatti del beneplacet dell'UE. Il regime è pronto a mettere a disposizione dei servizi segreti occidentali tutte le preziose informazioni in suo possesso sulle milizie jihadiste e sui combattenti europei arruolati sotto la bandiera dell'Isis.

Ciò che chiede in cambio è più che ovvio.

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