Ogni tanto la NASA, Ente Nazionale per le attività Spaziali e Aeronautiche, ci allarma su qualche possibile catastrofe, mettendo al centro dell'attenzione l'apocalittico termine 'Armageddon'; una parola che avrebbe un significato comprensibilmente adeguato sul caso che stiamo per analizzare, se realmente dovessero verificarsi i timori relativi agli studi sui corpi celesti, che da decenni l'agenzia governativa civile, responsabile della ricerca aerospaziale e spaziale degli Stati Uniti d'America, starebbe portando avanti. Da tempo la NASA è concentrata verso questa missione, spingendo tutta la sua attenzione al tema degli asteroidi e quello che prospetta e che potrebbe accadere nel 2135sembrerebbe una nuova apocalisse se l'asteroide, che sta tenendo sotto controllo, dovesse schiantarsi sulla terra causando la fine del mondo.

Asteroide mette in pericolo la terra

La notizia annunciata non è la prima e viene data dalla NASA ogniqualvolta la terra si trova in pericolo di collisione con alcuni 'Asteroide Neo', chiamati in gergo scientifico astronomico, Near-Earth Objects e inseriti nella lista PHO (Potentially Hazardous Object); oggetti potenzialmente pericolosi in rotta di collisione con la terra. Questi asteroidi, per rientrare nella lista PHO devono avere un diametro non inferiore ai 140 metri e un'orbita di transito dalla terra inferiore ai 7,5 milioni di chilometri. Ricordiamo alcuni allarmi segnalati in passato che hanno allertato su una ipoteticafine del mondo: il passaggio ravvicinato sulla terra dell'asteroide DA14 nel 2013, il suo impatto avrebbe avuto una potenza atomica pari a 50 megatoni; quello dell'asteroide '2012 TC4' non definito 'Armageddon', che potrebbe schiantarsi sulla terra a ottobre 2017 causando danni non apocalittici; poi c'è Apophis,'2004 MN4', che dovrebbe cadere sul nostro pianeta la domenica di Pasqua del 2036 e così via, fino a quello che commentiamo oggi e che dalla NASA sarebbe chiamato asteroide Bennu o RQ36.

L'asteroide Armageddon 'Bennu'

L'asteroide Bennu orbita intorno alla terra e risulterebbe visibile dai nostri telescopi ogni sei anni; ha un diametro di 500 metri, orbita a una velocità di 100 mila chilometri orari intorno al sole e si troverà tra la luna e la terra nel 2135, anno in cui la NASA avvertedi una eventuale possibile collisione con la terra, se questo transito andasse a modificare la sua orbita.

Questo commento è spiegato alla stampa britannica da Dante Lauretta, professore di scienza planetaria e Cosmochimica della University of Arizona e della Lunar and Planetary Laboratory, che prosegue: se dovesse colpire la terra "potrebbe creare dolore e morte immensi".

Per questo la NASA ha deciso di attivare la missione Osiris-Rex che gli permetterà di avere la mappatura dell'asteroide e di prelevare dei campioni della sua superficie per mezzo di un braccio robotico.

Di questo viaggio è prevista la partenza entro il 2016 e arriverà sull'asteroide Bennu, denominato anche RQ36, nel 2018; una volta arrivato a 3 miglia dalla sua superficie, Osirix-Rex ne farà la mappatura in un tempo di sei mesi, dopodiché sceglierà un sito dove prelevare i campioni di materiale e ritornerà sulla terra il 2023. Ovviamente ci auguriamo tutti che la fatidica data di collisione prevista per il 2135, che potrebbe far rivivere le scene dei film diArmageddon e Deep Impact, non portino alla fine del mondo che troppi 'profeti' stanno da tempo annunciando.