Pokémon Go, videogioco che si basa sulla realtà aumentata, sembrerebbe oggi essere entrato nella lista dei 'sospettati' numero uno del Pentagono (luogo in cui risiede il quartier generale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti). Il motivo per cui il Centro di Difesa americano gli dichiara guerra, mettendolo al bando e proibendo a tutti i suoi dipendenti l'installazione del popolarissimo gioco della società Niantic, sarebbe dovuto a seri problemi di sicurezza a cui si aggiungerebbero anche altre cause legate a tematiche religiose.

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Il comunicato è stato dato ai giornalisti da Gordon Trowbridge, vicepresidente dell'ufficio stampa del quartier generale della Difesa, che riferisce il divieto assoluto a tutti i dipendenti di far entrare tra le mura del Pentagono il temibile Pokemon Go per mezzo dei telefoni governativi. La sua installazione non sarebbe "prudente" riferisce, perché "oltre ai molti problemi di sicurezza, non vi è dubbio che i contribuenti preferiscano che i telefoni governativi vengano utilizzati per affari governativi".

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I motivi del divieto

Prima del Pentagono anche l'esercito israeliano dichiarò guerra a Pokemon Go e ordinò precedentemente il divieto assoluto ai suoi uomini di installare il temibile gioco. La richiesta fu motivata dal fatto che si voleva evitare di vedere il proprio esercito 'rincorrere' delle animazioni virtuali all'interno delle basi militari. I rischi che lo Stato di Israele e l'America hanno evidenziato e che tutt'ora temono, sono relativi alla possibilità che le immagini riprese dai cellulari in fase di gioco possano evidenziare qualche luogo segreto ed essere captate dagli occhi indiscreti di agenzie nemiche, o hacker malintenzionati che potrebbero venderle a qualche Intelligence interessata.

Con altre motivazioni non meno valide si sono aggiunti alle richieste del Pentagono e di Israele alcuni Imam turchi e il principale centro religioso del Cairo (Al Azhar), proibendo l'uso del gioco da loro ritenuto blasfemo e contrario alla religione islamica. Anche Sarah Friedrich, portavoce dei vertici del Memoriale della Shoah di Berlino, ha confermato il suo no ai Pokemon Go all'interno del luogo che raccoglie la storia dell'Olocausto di milioni di ebrei.

Stesso rispetto è stato chiesto dagli Stati Uniti per il Museo dell'Olocausto di Washington e per il cimitero di Arlington in Virginia, luoghi in cui sarebbero stati installati dei divieti off-limits per i Pokemon, denominati Pokestop.  

 

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