La disperazione dei popoli in fuga dalla guerra e dalla miseria si somma ai freddi numeri delle tragedie che, con cadenza quasi quotidiana, avvengono ogni giorno al largo delle nostre coste. Nella giornata odierna è stato infatti tracciato un impietoso quadro da parte di Julia Black del Centro Global Data Migration Oim: dall'inizio del 2016 ben 3.176 migranti sono morti nel Mar Mediterraneo, e di questi 2.742 tra uomini, donne e bambini hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le coste dell'Italia.

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In altre parole, l'86% dei migranti morti stava tentando di raggiungere il nostro paese. Un dato che, ancora una volta, conferma quanto l'Italia sia coinvolta nel problema europeo dei profughi e quanto vi sia ancora da fare per evitare che tragedie come questa si ripetano, senza contare le eventuali ripercussioni dovute alla possibile decisione turca di fare saltare l'accordo sull'immigrazione.

Il doppio dei morti in due anni

La crescente ondata di migranti, inoltre, non ha fatto altro che rendere ancora più preoccupanti i dati pubblicati da Centro Global Data Migration Oim: rispetto al periodo gennaio-agosto 2014, infatti, i morti nelle nostre acque sono all'incirca raddoppiati.

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E per chi riesce a compiere la traversata, il futuro è incerto: la macchina dell'accoglienza procede fra mille difficoltà, e c'è chi - come il sindaco di Milano Giuseppe Sala - propone di allestire delle tende per accogliere i migranti nel capoluogo meneghino, che sta già ospitando oltre 3.300 persone in fuga dal proprio paese d'origine.

Alla proposta di Sala non si è fatta attendere la replica della Lega Nord: il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha infatti pubblicato sul proprio profilo Twitter il messaggio "Clandestini a casa subito", ribadendo la posizione del Carroccio sulla questione migranti. Maroni ha infatti affermato che le persone giunte in Italia "non sono profughi ma clandestini", invitando il governo a rimpatriarli al più presto.

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Politica Lega Nord

Ieri altri cinque morti in mare

Soltanto nella giornata di ieri, 8 agosto, oltre 1.100 persone sono state soccorse dalla Marina Militare nel Canale di Sicilia, ma cinque di loro non ce l'hanno fatta: nel tentativo di sfuggire alle autorità italiane giunte in aiuto si sono gettati in acqua e sono annegati; a nulla sono serviti i tentativi di rianimazione dei soccorritori.

Nel solo weekend, sono state 4.400 le persone tratte in salvo nelle acque Italiane.

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