Si sono verificati ieri sera a Catania gli scontri che ha visto la polizia impegnata contro un gruppo di manifestanti che ha attaccato il cordone di sicurezza situato nelle vicinanze di Villa Bellini, dove il premier Matteo Renzi stava tenendo il discorso conclusivo della Festa Nazionale dell'Unità. La spiacevole vicenda si è conclusa con l'arresto di due ragazzi.

Era iniziata come una manifestazione pacifica

Era cominciata intorno alle 17.40 al grido di "Renzi a casa" la manifestazione contro il presidente del consiglio Matteo Renzi ed il referendum costituzionale. Diverse le proteste mosse contro il premier. Gli insegnanti in particolare hanno espresso il loro più totale malcontento, accusandolo di averli presi in giro, promettendo posti e concorsi di lavoro che in realtà continuano a non esistere.

Tra le file dei manifestanti si sono fatti notare anche i No MUOS (Mobile User Objective Systemdi Niscemi, da anni in lotta contro gli impianti antennisti per le comunicazioni satellitari e militari presenti nell'omonimo comune.

Un doppio cordone di sicurezza era stato disposto dalle forze dell'ordine in assetto antisommossa, proprio all'angolo tra Viale Umberto e Via Etna, in attesa dell'arrivo del corteo di protesta. È lì che un gruppo composto prevalentemente da giovani ha indossato passamontagna, caschi e sciarpe intorno al viso per non farsi riconoscere ed ha iniziato ad attaccare le forze dell'ordine disposte dinanzi a loro. Sono stati pochi minuti, ma comunque molto intensi, quelli che hanno visto la polizia rispondere a manganellate al lancio di sassi, bottiglie e bombe carte da parte del gruppo estremista.

I migliori video del giorno

Fra le forze dell'ordine alcuni si occupavano di tenere lontano chi, fra giornalisti o cittadini curiosi, cercava di assistere alla deplorevole vicenda. Il panico non ha certo tardato a dilagare fra i manifestanti pacifici, i quali erano scesi in strada col solo intento di dar voce alle loro richieste e al loro rancore nei confronti del governo. Alcuni di loro hanno tentato, in vano, di fermare gli artefici di tali violenze, mentre altri cercavano un dialogo con gli agenti antisommossa, in modo da evitare che potessero accanirsi anche contro coloro che appartenevano alla frangia pacifica. Il corteo è stato infine sciolto verso le 19.30. 

Due arresti al termine degli scontri

Al termine della carica mossa dalle forze dell'ordine, la maggior parte dei manifestanti facenti parte della fazione estremista è stata dispersa per le strade della città, mentre due di loro sono stati arrestati con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, quindi caricati su una volante che li ha subito portati in questura.

Si tratta di due giovani ragazzi catanesi di 21 e 24 anni, i quali, alla testa del corteo, reggevano uno striscione recante frasi di protesta. In seguito ad un colloquio con l'avvocato, sarebbero stati rilasciati verso le 22.00 di sera. 

Sul finire del suo intervento, lo stesso premier Matteo Renzi ha espresso tutta la sua amarezza nei confronti di chi "con gli strumenti propri della cultura antagonista", ha voluto rovinare la Festa Nazionale dell'Unità, cercando di portare avanti quei principi di violenza e prevaricazione che da sempre vogliono negare alla sinistra un motivo per esistere. "Quelli che contestano e spaccano tutto non hanno in testa il futuro dell'Italia" conclude il presidente del consiglio.