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Il sindaco di Amatrice sergio pirozzi è diventato uno dei personaggi più emblematici del Terremoto che il 24 agosto ha colpito il centro Italia distruggendo vite, case e paesi. Pirozzi si è fatto portavoce della sua gente, e in senso più lato di tutte le persone che abitavano i borghi danneggiati o rasi al suolo, facendo avanti un'istanza ben precisa. I cittadini di Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto, Pescara del Tronto, e di tutti gli altri piccoli centri sconosciuti con le loro frazioni, non desiderano andarsene dalla terra su cui sono cresciuti e da cui hanno tratto sostentamento tanto a lungo. Ricostruire è possibile, ma solo se fatto con criterio.

Le persone non devono abituarsi ad essere terremotate

Prima davanti agli schermi di Tg2 Dossier sabato 25 settembre, e poi ai microfoni di Radio Cusano Campus, il sindaco ha ribadito alcuni concetti cardine di questo terremoto.

Ha detto che la sua volontà di far andare via le persone dalle tende coincide con quella di accelerare i tempi della ripresa. Ha fissato una data precisa, il 16 aprile 2017, ovvero Pasqua. Il giorno in cui è risorto Gesù Cristo, risorgerà anche Amatrice. Come? sarà una realtà provvisoria ma stabile, garantita dall'arrivo delle casette di legno; ciò che più importa per Pirozzi però sono gli incentivi alle attività produttive. Nessuno torna in un paese se non ci sono i servizi più necessari, ha osservato. Quindi devono riaprire i negozi, l'ospedale, e non è un traguardo impossibile, visto che la scuola è stata ricostruita a tempi davvero record. Tanto peggio di così non può andare, ha osservato Pirozzi.

L'incredibile cecità della burocrazia

Ma è davvero così? Purtroppo siamo in Italia, il Paese degli assurdi. E già anche nell'ambito degli interventi legati al terremoto se ne sono verificati alcuni.

I migliori video del giorno

Al TG1 ha raccontato la sua storia Luca Guerrini, che fa l'allevatore e vive con i suoi genitori. La famiglia ha perduto la sua casa, ma la generosità di un gruppo di ragazzi di Cittareale ha fatto recapitare loro un modulo abitativo in legno per aiutarli a superare il tanto temuto inverno. Luca, d'altro canto, non può abbandonare i suoi animali. Ma i Vigili hanno imposto la rimozione di quella costruzione che potrebbe essere la soluzione ideale per Luca e i suoi. L'accusa? Abusivismo. Luca deve aspettare le casette di legno autorizzate dallo Stato. 

In fase di emergenza abbiamo ritrovato la nostra umanità più vera, quella che si manifesta quando un fratello ha necessità di aiuto immediato: non perdiamola ora che serve maggiormente, insieme al buon senso e alla capacità di adattare le leggi alle situazioni specifiche.