Nelle ultime 48 ore la Grecia è stata colpita da una violenta alluvione. La regione maggiormente interessata da questo cataclisma è il Peloponneso (situato a sud di Atene, a circa 400 km dalle coste siciliane, ndr). Nei comuni della penisola, a causa delle forti ed intense piogge, sono collassate intere costruzioni civili e non; l’immenso fiume di fango e detriti di ogni genere sceso dalle colline, ha distrutto centinaia di automobili, sradicando alberi secolari. Le principali vie di comunicazione sono saltate: l’autostrada che collega la città più importante, Kalamata, alla capitale Atene, è impraticabile; l'area è completamente isolata, in quanto anche le zone portuali e le stazioni ferroviarie hanno subito gravi danni.

In seguito a questi disastrosi eventi, il Ministro degli interni, Nikolaos Toskas, ha deciso di cancellare tutti i suoi appuntamenti istituzionali per recarsi celermente nelle zone colpite dal disastro, e fare il punto della situazione con gli esperti della protezione civile ed il governatore della regione.

Il bilancio dell’alluvione

Fonti ufficiali del governo greco parlano di almeno 4 morti ed una decina di dispersi. Si tratta di due anziane donne decedute a causa del crollo della loro casa a Kalamata, e di un uomo scaraventato in strada dalla furia del ciclone vicino Sparta. Il sindaco della città, Panagiotis Nika, ha confermato ad una radio locale la morte di una donna disabile e la scomparsa di una persona. In un istituto scolastico della zona sono rimasti intrappolati circa un'ottantina di studenti che, da ore, attendono di essere salvati dai vigili del fuoco, che a causa delle pessime condizioni delle strade fanno fatica a raggiungere i punti critici.

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Ad oggi sono stati salvati dai pompieri e dagli uomini della protezione civile una centinaia di civili.

All’agenzia di stampa internazionale Reuters, il sindaco di Kalamata ha dichiarato: "Non ho mai visto scene di questo tipo nella mia vita! - aggiungendo - 140 mm di pioggia in un’ora questa mattina. Riesci ad immaginare?"