Fedele al suo copione di terrore, l'Isis torna a minacciare l'Italia e lo fa con le usuali strategie, dettate da un odio profondamente radicato per l'Occidente."Presto saremo a Roma", questo il nuovo video-messaggioche irrompe prepotentemente sulla rete,accompagnato dalle usuali immagini di propaganda.

All'interno del filmato si vede chiaramente il Colosseo coperto di sangue, dinanzi al quale compare un mujaheddin armato.

Di lato, invece, è ben visibile la scritta "Roma Soon". Evidentemente per i jihadisti l'Anfiteatro Flavio rappresenta il fulcro e l'espressione primaria della cultura occidentale.

Il messaggio ripropone gli standard a cui per certi versi siamo abituati, ma desta perplessità per il continuo ripetersi di minacce verso Roma.L'Italia, fino a questo momento, non è stata interessata da azioni terroristiche, ma cresce il clima di tensione, generato anche dalla consapevolezza che le minacce dell'Isis rientrano in operazioni ben pianificate e fanno leva su un'astuta propaganda, che miete di continuo proseliti in tutto il mondo. Èquesta dunque un'altra pagina che viene scritta nella storia sanguinaria della follia jihadista.

"Colpiremo Belgio e Italia"

A completare il quadro non certo incoraggiante contribuiscono altri video, fatti circolare sul web in contemporanea.In essi si dichiara che la prossima azione punitiva del Califfato sarà incentrata su obiettivi già da tempo programmati: Italia e Belgio.

Viene da chiedersi se si tratti solo di una strategia del terrore, o se la minaccia possa trovare riscontro in cellule segrete già presenti in queste nazioni.

Questa ipotesi, almeno per il nostro paese, sembra essere suffragata dalle recenti scoperte di immigrati radicalizzati (ne è un esempio la donna marocchina espulsa dal ministro Alfano e residente a Perugia).

Ma l'ansia, comunque, stringe nelle sue maglie l'Italia, considerata dal Califfato roccaforte della cristianità,generando uno stato di perenne allerta, nonché atteggiamenti razzisti da parte di molti.

I cuccioli del Califfato

Protagonisti dell'azione di conquista definitiva dell'Occidente saranno i "cuccioli del Califfato" (Cubs), che ricondurranno alla vera fede Roma, Gerusalemme e Baghdad. E in un altro video, girato all'interno di una scuola di addestramento dello stato islamico di Al-Khayr, in Siria, vengono intervistati bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni.

Sono agghiaccianti le frasi proferite da queste vittime della propaganda jihadista, a cui viene chiesto quali siano i loro sogni futuri o le loro aspirazioni."Voglio essere un martire - dichiara uno di questi - I martiri che Allah ama di più sono quelli che combattono in prima linea".

Parole che fanno paura e che ci parlano, ancora una volta, di un'infanzia violata.

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