Calais, 24 ottobre, 6 di mattina. Inizia lo smantellamento del campo profughi. Dopo mesi di rinvii e polemiche, sono scattate le operazioni di sgombero della tendopoli ‘giungla’ del nord della Francia. Non proprio un caso che il tutto sia compiuto dal governo socialista di Francois Hollande a pochi mesi dalla corsa all’Eliseo del 2017.

I migranti ospitati ( in condizioni disperate) a Calais erano tra i 6400 e gli 8300.

La notte precedente allo sgombero non sono mancati atti di vandalismo, prontamente sedati. Dalle prime luci dell’alba di lunedì i profughi sono inizialmente raggruppati, e poi smistati in 4 categorie: famiglie, maggiorenni, minori non accompagnati e persone vulnerabili (quali donne incinta, malati). Viene data loro la possibilità di scegliere in quale regione della Francia essere portati. Anche se, per la maggior parte, l’obiettivo è poter raggiungere le famiglie stanziatesi in Gran Bretagna.

È questo il punto al centro delle dure trattative tra Londra e Parigi.

Tutto sta procedendo in modo “calmo” e “sotto controllo” ha detto nel pomeriggio del 24 a BFM-TV il prefetto del Nord-Pas-de-Calais, Fabienne Buccio. Le istituzioni si stanno mobilitando per far si che le operazioni avvengano senza problemi e nel minor tempo possibile. Gli sgomberi, ieri avvenuti sotto la sorveglianza di 1250 poliziotti, secondo le prime stime dovrebbero durare una settimana.

La soddisfazione di Cazeneuve

Il ministro degli Interni transalpino Bernard Cazeneuve si è detto soddisfatto di come sta procedendo lo smantellamento, portando anche il dato di come, al termine della seconda giornata di attività, 4014 migranti sono stati trasferiti in centri di accoglienza e orientamento distribuiti per tutta la Francia. Ma, come non mancano di far notare opinionisti e politici, il difficile deve ancora arrivare.

Per ora i partenti sono stati volontari desiderosi di lasciare la ‘giungla’. Convincere coloro che ancora non rinunciano ad approdare in Gran Bretagna sarà meno agevole.

Il dato per ora dice che i pullmann (ognuno munito di geolocalizzatore) partiti da Calais con a bordo profughi sono stati 60 il primo giorno, 45 ieri, e ne vengono stimati 40 per la giornata odierna. Da segnalare però c’è anche la reazione degli abitanti di alcuni dei 283 comuni destinati ad accogliere gli immigrati.

Ad Allex, Saint-Denis-de Cabanne,a San Brevin non sono mancati episodi di protesta, sulla falsa riga di quanto avvenuto poche ora prima in Italia a Gorino. A Loubeyrat si è addirittura giunti ad appicare un "incendio doloso", come riferito dalla questura. Segno che anche in Francia, così come nel nostro Paese, la questione sta sfuggendo di mano all’Unione Europea, assente ingiustificata in questi casi.

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