La scomparsa di Emanuela Orlandi, la sedicenne residente nella Città del Vaticano, rimane un "cold case" sempre attuale. Sulla vicenda si sono addensate troppe illazioni ed ipotesi di varia natura per non far pensare ad una verità inconfessabile. E sono state parecchie le piste d'indagine arenatesi. Il film di Roberto Faenza, "La verità sta in cielo", uscito in questi primi giorni di ottobre, prova a riaprire il caso sollevando polemiche. Ma la trama del film deve fare i conti con altre ipotesi.

Una registrazione audio sconvolgente

Recentemente, un reperto audio postato da "Chi l'ha visto" ha reso più inquietante il mistero.

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Si tratta di un elemento che potrebbe supportare le dichiarazioni rilasciate nel 2012 da padre Amorth, il famoso esorcista: "è un delitto a sfondo sessuale". L'audio ascoltato sulla scia di quest'affermazione, desta raccapriccio.

Mirella Gregori, anche lei scomparsa nel 1983

Un'altra ragazza romana scompare in quei tragici giorni del 1983, qualche settimana prima di Emanuela Orlandi. Le due vicende, quella della Orlandi e della Gregori vennero collegate intorno al nome di un gendarme vaticano che padre Amorth indica come "il gendarme della santa sede" che agiva da "reclutatore" di ragazze.

Quindi, nello stesso periodo spariscono due adolescenti ed emerge un nome ricorrente: Raul Bonarelli, vice capo della gendarmeria vaticana. Occorre dire che la posizione di Bonarelli è stata da tempo archiviata dalla procura di Roma.

Una laconica, agghiacciante ricostruzione

Ma non basta. Le dichiarazioni di padre Amorth non sono isolate e fanno richiamo ad affermazioni perentorie risalenti al 2003 rilasciate alla giornalista e scrittrice Anna Maria Turi da mons.

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Simeone Duca: "D'abitudine si organizzavano dei festini, e ciò avveniva anche nella sede di un'ambasciata straniera presso la santa sede. Nella faccenda era coinvolto anche un gendarme vaticano. L'idea delle ragazze era quella di divertirsi e di guadagnare un pò di soldi. Quanto alla Orlandi, dopo essere stata sfruttata è stata fatta sparire e quindi uccisa."

Anche il cardinale Silvio Oddi sapeva qualcosa

La stessa Turi raccolse nel 1993 le dichiarazioni del cardinale Silvio Oddi - rese anche al giudice istruttore, Adele Rando - il quale raccontò che Emanuela, il pomeriggio di quel 23 giugno 1983, giorno del rapimento, sarebbe stata vista entrare in una macchina che l'attendeva in disparte poco distante da Porta S. Anna.

In altre dichiarazioni emerge che la Orlandi sarebbe scomparsa nei pressi della basilica di Sant'Apollinare. Un filone d'indagine connesso con la "banda della magliana": è l'ipotesi che Faenza nel suo film ritiene prevalente.

 

Un super testimone si autoaccusa

Marco Fassoni Accetti, fotografo, nel luglio del 2013 confessa alla magistratura di essere il telefonista del gruppo che rapì Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi. Il suo memoriale conterrebbe affermazioni clamorose tra cui quella relativa all'esistenza di un archivio pedo-pornografico contenente oltre 15.000 immagini, conservato in un palazzo vaticano in via dell'Erba 1, dove ha sede il pontificio consiglio per il dialogo inter-religioso. L'indagine sarebbe tutt'ora in corso.

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La cassetta originale in mano ai servizi?

E' l'ipotesi che propone Pietro Orlandi all'indomani dell'archiviazione del caso relativo alla scomparsa della sorella e di Mirella Gregori. E' stato lui a fornire alla redazione di "Chi l'ha visto" la cassetta che venne fatta trovare due settimane dopo il rapimento di Emanuela sotto il colonnato di S. Pietro e poi nei pressi della sede dell'Ansa. Perchè all'epoca non si è indagato in quella direzione? 

La trama del film non spiega tutto

L'ipotesi più accreditabile è quella di un intreccio di trame eterogenee, poi confluite in un'unica vicenda.

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Pedo-pornografia e ricatti, festini, pedofilia, politica ed affari, questioni internazionali, criminalità romana. Ma chi ha pagato il prezzo più alto sono state finora due adolescenti sparite nel nulla. E le loro famiglie in cerca di verità.

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