Lo Stato Islamico sembra non si accontenti dall'aver dichiarato guerra all'Occidente, oggi lancia una nuova fatwa contro gli Animali, in particolar modo contro gli innocui gatti.

Una fatwa contro tutti i felini di Mosul

Un messaggio che, come tanti ormai fatti in questi mesi di terrore e di guerra, è arrivato puntualmente tramite la televisione e che riguarda la città di Mosul, dove si fa divieto non solo si fa divieto di allevare gatti, ma perfino di tenerli per casa. I militanti dell'Isis fanno sapere se troveranno questi animali per casa o in casa, si procederà alla loro esecuzione.

Quale sia la reale motivazione di un tale provvedimento proprio non si capisce, anche perché i felini non rappresentano degli animali impuri per il mondo islamico.

Anzi i grandi conoscitori dell'Islam si apprestano a far sapere che proprio il profeta Maometto ne aveva uno che adorava, tanto che - come narra la leggenda - una volta per non svegliare il suo gatto che dormiva sulle sue gambe, il profeta preferì tagliare un lembo del suo mantello piuttosto che destare l'animale dal suo sacro sonno.

Un altro aneddoto racconta invece di un serpente che insinuatosi dentro una manica di Maometto, fu fermato ed ucciso dal fedele gatto che il profeta teneva sempre con se. Insomma tutte testimonianze di una storica accettazione dei felini nella cultura islamica, tanto da essere ritratti anche in graffiti, dipinti e altre decorazioni poste nei monumenti principali della città.

Oltre ai gatti, banditi anche i piccioni

Nelle more di avere chiarite le reali motivazioni, il canale televisivo di notizie russo RT segnala come nei mesi scorsi lo Stato del Califfato avesse emesso un editto analogo, ma in quel caso oggetto dell'odio e della cattiveria dei soldati dell'Isis erano i piccioni.

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Che dire, i piccioni non sono proprio tanto amati neanche nelle grandi città del resto del mondo a causa delle loro talvolta infestanti presenze, ma certo mai penseremmo di sterminarli tutti. Sono creature di Dio e come tali anche loro - come direbbe San Francesco d'Assisi - hanno diritto di vivere in pace su questa terra. Di parere contrario ovviamente gli uomini del califfato che hanno ritenuto offensivo vedere i genitali dei piccioni ogni qualvolta si ergono in volo.