Prima tappa al carcere Due Palazzi di padova

Nella mattinata di oggi (28 ottobre)Matteo Renzi ha visitato il carcere Due Palazzi a Padova per verificarne le condizioni e la distribuzione del personale, dichiarando di avere intenzione di potenziare le risorse ai fini di una migliore gestione della struttura. Una promessa importante, dal momento che come altre carceri italiane (per citarne una, l'Istituto Penale Minorile “Cesare Beccaria” di Milano) il Due Palazzi offre laboratori formativi volti a una più facile reintegrazione dei detenuti all'interno della società al termine della pena detentiva.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, accompagnato da alcuni impiegati del carcere, ha visitato il laboratorio di pasticceria coordinato dalla Cooperativa Giotto e ha incontrato i detenuti, raccogliendo numerose testimonianze in particolare dagli ergastolani e offrendo parole di conforto. Qui ha parlato di un disegno di legge che prevederebbe la totale assenza di restrizioni per i figli dei detenuti, così da rendere meno difficoltosi gli incontri con le famiglie e permettere un contatto genitori-figli più umano e naturale.

Il discorso all'Università di Padova in diretta streaming

Giunto all'Università di Padova per incontrare studenti e ricercatori, il premier è stato accolto da un corteo in protesta contro la Buona Scuola, che tuttavia non è riuscito a ostacolare le operazioni. Il discorso all'Università, trasmesso in diretta streaming sui social network, è stato incentrato sulla politica dell'immigrazionee i progetti in materia di istruzione:"Da noi sembra che se uno va in Europa per chiedere il rispetto delle regole vuole fare il Pierino, il Gianburrasca, anziché voler che si apra un dibattito politico su di esse", è la denuncia di Renzi nei confronti del generalizzato approccio europeo al fenomeno dell'immigrazione che l'Italia si trova a fronteggiare.

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Politica Matteo Renzi

Il discorso si è poi spostato sul trasferimento degli studenti in altri Paesi,in merito al quale ha dichiarato che "noi abbiamo bisogno dei nostri “cervelli” non solo per essere orgogliosi del nostro passato, ma anche per essere gelosi del nostro futuro", annunciando poi che "Il ministro dell’Università sta firmando proprio oggi le misure che porteranno 500 milioni in più che abbiamo messo nel programma per la ricerca, che serviranno per attrarre nuovi ricercatori".

Infine, ha concluso con l'importante affermazione "Non vogliamo più parlare della fuga dei cervelli, vogliamo attrarre cervelli. Se uno vuole andarsene vada, ma quelli che pensano di voler fare ricerca nel proprio paese ritornino qui".

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