La politica americana è paralizzata dalle imminenti elezioni presidenziali, ed il Cremlinone approfitta per aumentare lo sforzo militare in Siria, dove Mosca ha inviato quella che la Nato ha definito essere "la più ampia flotta navale dalla fine della Guerra Fredda", con lo scopo di colpire duramente le postazioni jihadiste e neutralizzare le sacche di resistenza ancora presentinella zona di Aleppo Est.

In Siria Putin sta giocando pesante

Secondo alcuni analisti internazionali Mosca ha alzato il tiro conl'obiettivo - non dichiarato - di affrettare i tempi per conseguire la vittoria della guerra in Siria da parte di Assad, prima che il nuovo presidente americano si insedi alla Casa Bianca. Da ieri mattina una massiccia flotta navale composta da una portaerei, un incrociatore nucleare e diverse fregate e navi di supporto è partita dal Mare del Nord per raggiungere il Mar Mediterraneo, che sarà raggiunto dopo alcuni giorni di viaggio costeggiando Norvegia, Inghilterra, Francia, Spagna e Portogallo fino ad entrare nel "Mare Nostrum" attraverso lo Stretto di Gibilterra.

La preoccupazione della Nato

Intervistato dalla Reuters, ieri 20 ottobre, un alto funzionario della Nato ha confermato che la flotta di Putin - di cui i media russi avevano annunciato la partenza alcuni giorni fa - è stata avvistata davanti alla Norvegia, al largo di Bergen, e ha confermatoufficialmente quanto i servizi segreti dei paesi aderenti all'Alleanza Atlantica ipotizzano da tempo: l'esercito russo si sta preparando per sferrare un duro attacco senza precedenti.

Verso la vittoria finale di Assad?

Entro due settimane i raid russi su Aleppo Est dovrebbero intensificarsi, fino alla vittoria definitiva di una battaglia che si protrae da luglio. In questi mesi l'aviazione russa e quella siriana hanno bombardato pesantemente la città di Aleppo:inizialmente i raid erano limitati a obiettivi dei ribelli ma, non riuscendo a sconfiggerli, hannoalzato progressivamente il tiro, bombardando anche obiettivi civili, tra cui alcuni ospedali, per indurre i miliziani ad arrendersi.

La totale conquista di Aleppo rinforzerebbe notevolmente la leadership di Assad ed il controllo del territorio esercitato dal suo esercito, e consentirebbe alla Russia di ridurre lo sforzo militare in Siria.

La presenza di ribelli ad Aleppo è stimata in circa 8 milacombattenti, dei quali il 10% circa riconducibili all'organizzazione Al Nusra. Il numero dei civili presenti invece è di circa 270 mila, quasi dieci volte meno dei residenti censiti nel 2005, prima della guerra, quando ad Aleppo vivevano 2,3 milioni di persone, costrette dalla guerra a lasciare le loro case e la loro terra per rifugiarsi nei paesi vicini oppure in Europa, attraverso i viaggi della morte organizzati dai trafficanti in Libia.

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