Papa Francesco all'Udienza Generale del mercoledì tenutasi questa mattina 26 ottobre in piazza San Pietro in Vaticano, ha toccato tanti temi che i questi giorni sono stati molto caldi. Ha parlato di crisi economica e sociale, dei migranti, dell'importanza della solidarietà e dell'accoglienza per la comunità cristiana.

Mancanza di memoria storica

Chi ritiene che il fenomeno delle migrazioni sia tipico ed esclusivo dei nostri anni pecca di mancanza di memoria storica, in quanto le migrazioni appartengono alla storia dell'umanità. Oggi colpa anche della Crisi economica, dei conflitti armati e dei mutamenti climatici; i migranti e i rifugiati sono temi quanto mai attuali e il Papa chiede a tutti i cristiani di accogliere chi fugge da condizioni di vita disumane. La storia dell’umanità è storia di migrazioni: ad ogni latitudine, non c’è popolo che non abbia conosciuto il fenomeno migratorio.

La chiusura favorisce la criminalità

'Ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito': Queste sono parole di Gesù. Nella Bibbia si racconta di Abramo che lascia la sua terra, del popolo di Israele che abbandona l'Egitto sino a giungere alla Sacra Famiglia che fugge da Erode. Oggi, da tante parti si ergono muri e barriere contro i migranti. Il Papa sottolinea però che la chiusura non è la soluzione, bensì stimolo per i traffici criminali. La sola via da percorrere è quella della solidarietà, come fanno già tanti uomini e donne che da tante parti si prodigano in modo silenzioso, oscurati a volte de chi fa invece molto più rumore dando voce al loro istinto egoistico.

Solidarietà come risposta della comunità Cristiana

Il Papa questa mattina a chiesto a tutti i cristiani di 'accogliere', prendendo esempio da santa Francesca Cabrini che tra la fine dell'ottocento e l'inizio del novecento dedicò la sua vita ad assistere i migranti negli Stati Uniti.

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Francesco ha sottolineato come diocesi, parrocchie, istituti di vita consacrata, associazioni e movimenti, così come i singoli cristiani, ed anche lui stesso, siano chiamati ad accogliere.

L'apertura come via per la pace

Vestire chi è nudo significa infatti restituire dignità a chi l’ha perduta. Ma non si deve dimenticare la tratta delle donne che poi vengono mercificate per strada e dei minori. Francesco ha paragonato la nudità al non avere un salario giusto, un lavoro o una casa e parlato delle discriminazioni per razza o religione.

Ridare dignità alle persone, è il risultato del modo di agire del cristiano che non si preoccupa solo dei propri interessi e indirizza le società verso la pace. In conclusione, il Santo Padre ha raccomandato l'aiuto che viene dal recitare il Rosario.