Uomini e donne di fronte al bullismo sono uguali. Il dato emerge da un sondaggio online, proposto dall’Aied (Associazione per l’Educazione Demografica di Roma) che ha coinvolto circa 1400 giovani in rappresentanza di tutto il territorio nazionale. Stesso discorso per il cyberbullismo, ovvero l’attacco ripetuto, offensivo e sistematico, perpetrato per il tramite della rete. Le differenze, semmai, riguardano il modo in cui le vittime reagiscono , o meno, di fronte a determinati episodi di violenza. La scuola resta il luogo dove gli atti di bullismo hanno terreno fertile e si manifestano in tutta la loro violenza.

Non è un caso che l’85% delle donne e il 59% degli uomini dichiarino che in tali siti abbiano subito sopraffazioni più o meno gravi. Le donne subiscono maggiormente a livello psicologico (70 su 100 delle partecipanti al sondaggio), mentre la percentuale della violenza fisica si abbassa notevolmente arrivando a 7 su 100. Discorso inverso per l’universo maschile che denuncia nel 23% dei casi atti di bullismo violento, contro il 35% che parla sempre di violenza ma psicologica. Un ulteriore dato che impone una riflessione riguarda l’esatta tipologia di sopraffazione subita. Una percentuale di donne (2,44%) e di uomini (17,65%) colpita da bullismo, non ne sa spiegare la forma .

Hai mai reagito?

Nel quesito posto ai giovani spicca anche la domanda in merito alle possibili reazioni di fronte a determinati atti.

Si scopre così che soltanto una parte minoritaria ha il coraggio di reagire. Dieci su cento tra le donne, il doppio tra gli uomini. Una buona metà degli intervistati dichiara di affrontare il bullo solo saltuariamente mentre quelli che non oppongono resistenza sono uno su tre. Diverse anche le forme di sfogo, sulle modalità di affrontare le sopraffazioni. Le donne sono più inclini a confidarsi con le amiche, ma anche in famiglia. Soltanto il 25% preferisce tenersi le cose per sé. Anche in questo caso il discorso cambia e si inverte per ciò che riguarda i maschi che nel 33% dei casi preferiscono tacere. Altra annotazione, degna comunque di attenzione, riguarda il 13% degli intervistati i quali cercano aiuto tra le mura scolastiche, confidandosi con gli insegnanti.

Infine esiste una fetta consistente di intervistati che per paura dell’altrui giudizio evita di denunciare pubblicamente gli episodi di cui è stata vittima. Riguarda nel 38% dei casi le donne e nel 41% gli uomini.