Nulla hanno potuto i poliziotti contro un gruppo numeroso di persone inferocite in cerca di vendetta. Non volevano aspettare la sentenza del giudice, il mostro andava punito subito e con il massimo della pena: la morte. È successo in Bolivia, precisamente a Reyes, un piccolo paese di appena 6mila anime, conosciuto per lo più per il suo aeroporto. Il presunto pedofilo aveva rapito una bimba di quattro anni per abusare del suo corpicino.

La piccola si trovava a Reyes per il funerale della nonna quando si sono perse le sue tracce. Dopo oltre dieci giorni di assidue ricerche, la tragica scoperta: il corpo è stato ritrovato senza vita con evidenti segni di violenza fisica e tracce di abuso sessuale. Un pedofilo omicida: troppo gravi le accuse per essere sopportate dagli abitanti della cittadina boliviana.

L'irruzione alla stazione di polizia

Poche ore dopo il ritrovamento della vittima, l'uomo è stato fermato e portato alla stazione di polizia, con l'accusa di stupro e omicidio.

Nel giro di pochissimo tempo si è sparsa la voce in tutto il paese. In diversi si sono riuniti e, con una violenza inaudita, si sono presentati alla stazione di polizia dove si trovava l'uomo. I poliziotti hanno cercato di fermare l'impeto della folla, ma non vi sono riusciti. Dopo aver sfondato la porta d'ingresso, sono riusciti a prelevare il mostro portandolo via con loro. Offese, pugni e calci, un vero e proprio linciaggio fino al punto di attaccargli una corda al collo per trascinarlo lungo le vie del paese.

L'uomo, infine, è stato impiccato ad un albero. Molti dei presenti all'esecuzione hanno ripreso tutte le scene per poi postarle sul web nei vari social network.

I video pubblicati online

Subito dopo l'uccisione, in molti hanno pubblicato quanto accaduto sui vari Facebook, Twitter e YouTube: un esibizionismo dell'orrore e della tragedia sempre più dilagante. Tutte le immagini, però, sono state sequestrate dalla polizia che le sta visualizzando per poter risalire agli autori, responsabili dell'esecuzione.

Al momento le analisi dei video non hanno portato a nessun arresto.

Intanto i cadaveri della bimba e del suo carnefice sono stati trasferiti a Palos Blancos, nelle vicinanze della capitale La Paz.

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