Martedì scorso, 15 novembre 2016, il pensionato Giacomo Talpo stava aspettando il bus che da Conselve (Padova) lo avrebbe riportato a casa, ad Anguillara, un piccolo paese. Il 64enne, però, non è mai tornato a casa: è stato stroncato da un infarto mentre era seduto sulla panchina. Nessuno l'ha soccorso. Forse tutti credevano che Giacomo stesse dormendo, non facendo caso alla sua posa innaturale.

Nessuno aveva fatto caso alla posa innaturale di Giacomo Talpo

Giacomo Talpo viveva da solo: non aveva moglie e figli. I parenti vivono a Rovigo. L'anziano conduceva una vita tranquilla, non certamente stressata. Martedì scorso si era recato a Conselve per presentare degli esami del sangue al nosocomio locale.

Faceva così quasi ogni mese. Dopo aver svolto la commissione, il 64enne si è recato alla fermata del bus, tra l'hotel Oasi e l'Eurospar, e si è seduto sulla panchina. Quegli attimi sono stati fatali per Giacomo, che è stato colto da un tremendo infarto. Nessuno si è accorto del pensionato che aveva la testa reclinata sulla spalla sinistra, una gamba piegata e l'altra lasciata andare. Molti hanno pensato che l'uomo si fosse addormentato. Non era così.

L'unico ad accorgersi che qualcosa non stava andando per il verso giusto è stato il titolare dell'Eurobar. Il locale si trova davanti alla fermata dove il pensionato ha avuto l'infarto. Il proprietario del bar si è insospettito. Quell'anziano era seduto da troppo tempo su quella panchina; inoltre non si muoveva mai.

La gente camminava e il pensionato moriva

Quando il personale del 118 e i carabinieri della stazione di Conselve sono arrivati alla fermata del bus non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell'uomo.

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Non ci sono dubbi sulla causa della morte: il 64enne è stato stroncato da un infarto. Giacomo Talpo stava morendo e nessuno gli ha chiesto se avesse bisogno di aiuto. La gente camminava e lui moriva. In silenzio. Il pensionato ha lasciato questo mondo in punta di piedi. Nessuno a Conselve si è chiesto perché quell'uomo fosse seduto da così tanto tempo su quella panchina, in quella posizione insolita, alle 11 del mattino.