La 16enne Shannon Enderson ha rischiato di morire dopo aver assunto una pillola di ecstasy durante un concerto a Glasgow. La giovane è andata in coma e i suoi organi vitali hanno iniziato a 'spegnersi' pian piano. Sembra che Shannon abbia assunto una pastiglia di Red Skull e, nel giro di pochi minuti, è svenuta. Subito è stata trasportata in ospedale.

Ecstasy non aveva danneggiato gli organi di Shannon

Quando la Enderson è arrivata in ospedale, priva di sensi, i medici hanno subito verificato se l'ecstasy avesse provocato danni al cuore, al cervello e ai reni. Fortunatamente, la sostanza non aveva compromesso tali organi e, dopo 4 giorni, la 16enne è stata dimessa dall'ospedale.

Il tremendo episodio è avvenuto giovedì scorso. A parlarne è stata la stessa Shannon. Questa non si è vergognata assolutamente di rivelare al mondo intero cosa le è accaduto recentemente e spera che la sua storia possa servire a far comprendere ai giovani che bisogna stare alla larga dalle droghe. La ragazza ha spiegato alla cronista del Daily Record Sally Hind di aver appreso, dopo la brutta vicenda, che le droghe sono veramente pericolose. Shannon si considera una ragazza molto fortunata e le spiace di aver angosciato i suoi familiari e i suoi amici. La minorenne scozzese stava assistendo a un concerto del dj Oliver Heldens, al SECC di Glasgow, quando ha preso mezza pillola di Red Skull. Sembra che la giovane avesse già provato, in precedenza, tale sostanza.

Ecstasy: metanfetamina pericolosa

Dopo aver ingoiato quella piccola di ecstasy, al concerto, Shannon è svenuta e si è ritrovata su un letto d'ospedale, con un tubo in gola.

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La giovane era stata dapprima trasportata al Glasgow Royal Infirmary, poi al reparto di terapia intensiva del Royal Alexandra Hospital, a Paisley. La mamma di Shannon, Edith, è felicissima ed è fiera di sua figlia, che ha avuto il coraggio di raccontare la storia. "Nessuno è perfetto, tutti noi impariamo dai nostri errori", ha detto Edith. E' andata bene, dunque, alla giovane Shannon Enderson. L'ecstasy, infatti, in alcuni casi non perdona. Lo sanno bene i parenti e gli amici di un ragazzo italiano morto l'anno scorso in una discoteca di Riccione a causa della letale metanfetamina.