Sembra essere finito l’incubo jihadista a #sirte. Questa mattina, le forze libiche fedeli al governo di accordo nazionale sono riuscite a sfondare le linee dell’Isis, espugnando gli ultimi quartieri ancora occupati. Lo ha annunciato a Libya Channel il portavoce di Bunyan al-Marsous, “Lo scudo impenetrabile”, il nome dato all’operazione lanciata lo scorso maggio per liberare la città dalla presenza di Daesh. Negli ultimi scontri sarebbero rimasti uccisi almeno 25 jihadisti, mentre una quarantina sarebbero quelli catturati. Dopo oltre un anno di paure e timori, quindi, l’Isis perde definitivamente la propria principale roccaforte in libia. Un’occupazione che aveva destato enormi preoccupazioni all’interno della comunità internazionale, tanto che per mesi si era parlato di un intervento militare a guida italiana nel Paese nordafricano per scongiurare un'eventuale avanzata del Califfato alle porte d'Europa.

Una lunga battaglia

Termina così una lunga e sanguinosa battaglia durata diversi mesi, nella quale gli uomini dell’operazione Bunyan al-Marsous hanno sofferto perdite pesantissime. Dopo un’avanzata iniziale che aveva permesso di arrivare rapidamente alle porte di #Sirte, le forze libiche sono rimaste invischiate in un difficile scenario di guerriglia urbana. Nonostante il supporto dall’aviazione americana iniziato ad agosto, i combattenti libici, spesso male armati e con pochissimi mezzi corazzati, hanno dovuto sostenere durissimi scontri casa per casa con i fanatici di Daesh. Buona parte del peso della campagna militare è ricaduto sulle spalle delle milizie di Misurata, che guadagnerà ulteriore peso politico all'interno dello scenario libico. Su 6.000 uomini impegnati nell’operazione, i feriti sarebbero almeno 3.000, mentre oltre trecento i morti.

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Un sacrificio di sangue altissimo, in gran parte ignorato dai media occidentali, forse anche per la vicinanza ai Fratelli Musulmani e ad altre organizzazioni islamiste di molte delle fazioni libiche impegnate nella lotta.

La fine di Daesh in Libia

Con la caduta di #Sirte, la completa disfatta dell’Isis nel Paese nordafricano è sempre più vicina. Dopo aver perso la città di Derna in aprile, ai jihadisti rimane poco, se si esclude il controllo di alcune zone di Bengasi. Una sconfitta che si spera possa essere di buon auspicio per la stabilizzazione del Paese. La vittoria di #Sirte potrebbe migliorare l'immagine del governo Serraj, sostenuto dalla comunità internazionale. A prescindere dall’Isis, rimangono forti le divisioni all’interno della Libia. Divisioni e tensioni che, se non risolte in tempo, in futuro potrebbero aprire nuovamente la strada agli estremisti.