"La mia amata Francesca ci ha lasciati e ci saluta da un luogo speciale: il Paradiso": questo il toccante messaggio di Alessandro Milan, giornalista di Radio 24, pubblicato sui Social Network. Francesca era un personaggio noto nel mondo del giornalismo e un'affermata e popolare blogger. Il suo nickname era Wondy, come Wonder Woman, eroina della quotidianità: è stata veramente un'eroina nella sua dura battaglia contro il cancro che l'attanagliava da oltre sei anni.

In un libro del 2014 la donna racconta tutta la sua esperienza sostenendo che "si diventa supereroi per combattere la dura battaglia contro la malattia". Francesca ha lasciato un vuoto nel mondo di chi l'amava, è andata via troppo presto e proprio nel pieno della sua attività professionale. Numerosi, infatti, i testi che portano la sua firma come "La vita è un cactus", "Mia figlia è una jena" e "Wondy, ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro".

Quest'ultimo è un diario scritto con il sorriso disegnato in volto, tanta speranza e tanta energia, su come affrontare una malattia devastante come il tumore nel modo migliore possibile.

Francesca esigeva la normalità, ferma nella sua convinzione di affrontare la malattia a testa alta, con coraggio e determinazione senza nascondersi. Ed è per questo motivo che evitava le parrucche e andava in giro con la sua testa senza capelli.

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Salute

Una donna solare, dinamica, vivace, in continuo movimento, che fece il suo esordio nel 1995 come giornalista a "Sei Milano", la prima all-news locale di discreto successo; successivamente ha lavorato in Rai ed in Radio24, assunta per le sue doti dialettiche e per il suo carisma. Inaugurò inoltre un blog dove condivise e raccontò le sue esperienze e le sue speranze che intitolò "Le chemioavventure di Wondy" e lanciò la campagna social #CancroNonParole invitando la gente a non fare della parola "cancro" un uso improprio.

Ma la straordinarietà di questa donna stava nel trasformare il peso psicologico dell'incombenza della malattia in opportunità per sorridere, far festa ed organizzare eventi o viaggi. Forse perché sentiva la fine sempre più vicina e voleva sfruttare al massimo il suo presente ma, a prescindere, una reazione psicologica simile è degna di stima e di ammirazione.

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