Grazie ad un’operazione avviata questa mattina alle 5 dalla Polizia di Stato, è stato arrestato a Rosarno il boss latitante #Marcello Pesce. Ricercato per associazione di stampo mafioso, “U Ballerinu”, così è definito nell’ambiente per via della sua passione per i locali e per la movida, era nascosto in un’abitazione al centro di Rosarno e, al momento della cattura, era in camera da letto disarmato. All’arrivo degli uomini del Servizio centrale operativo (Sco) e della Squadra Mobile di Reggio Calabria che hanno fatto irruzione solo dopo essersi accertati che il boss fosse proprio lì, il boss latitante non ha opposto alcuna resistenza.

Insieme a lui sono stati arrestati per favoreggiamento altri due uomini, padre e figlio, che erano nell’appartamento con lui. Proprio questa mattina la stessa Polizia di Stato ha reso nota la notizia su Twitter. Poco dopo anche il ministro Alfano ha twittato e ha definito questa "una bella giornata per l'Italia.

Chi era Marcello Pesce. Classe 1964, Marcello Pesce era l’ultimo elemento al vertice dell’omonima cosca attiva sia nella Piana di Gioia Tauro che in Lombardia e guidata da Antonio Pesce. “U Ballerinu” era ricercato dal 26 aprile 2010 quando, dopo esser stato avvertito da un sms in codice che recitava “è nata una bambina”, era riuscito a sfuggire agli arresti dell’operazione “All Inside”.

Da allora il boss aveva fatto perdere le sue tracce per ben sei anni. Particolarmente orgoglioso dei pochi anni passati nelle aule universitarie e portatore della “diversificazione” negli investimenti familiari con la quale sono stati riciclati diversi milioni derivanti dal traffico di droga in tutto il Nord, Marcello Pesce insieme al cugino Francesco, detto “Ciccio Testuni” e arrestato nel 2011, aveva inoltre acquisito e gestito piccole squadre di calcio locali per guadagnare consenso nella Piana e per avvicinare i picciotti emergenti.

La Polizia di Stato, pur di scovare il boss, per anni ha setacciato le campagne rosarnesi e i sobborghi milanesi dove Pesce ha gestito vari affari e, in particolar modo, il transito di tonnellate di droga per tutta l’Europa. Negli anni da latitante Marcello Pesce ha accumulato le condanne per associazione di stampo mafioso e traffico di droga, per un complessivo di 16 anni di carcere.

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