Inquietante episodio nella cittadina di KwaMashu, in Sud Africa, dove un giovane di 28 anni, Msizi Mkhize, stava passeggiando con un amico quando è stato travolto da un’auto in corsa. Immediatamente soccorso, il giovane viene dichiarato morto e trasportato nella locale camera mortuaria, dove viene rinchiuso nella cella frigorifera in attesa dei parenti. La famiglia, allertata, si è precipitata il giorno successivo all’incidente in obitorio per effettuare il riconoscimento del giovane e procedere con il recupero della salma, ma dopo alcune ore la drammatica scoperta.

Il giovane era ancora vivo quando è stato chiuso in cella frigorifera

Un evento come tanti, un banale Incidente stradale, l'arrivo dei soccorsi, i tentativi di rianimare una vittima della strada e la triste constatazione del suo decesso.

Ma il medico che ha dichiarato ufficialmente morto Msizi Mkhize deve aver tralasciato qualcosa del protocollo che viene attuato in casi come questo, riscontrando la morte dove in realtà era ancora presente un seppur flebile segnale di vita.

E così il giovane sudafricano è stato chiuso, come da prassi, all’interno di una delle celle frigorifere dell’obitorio, trascorrendo le sue ultime ore di vita in una terribile prigione buia e gelata. Non sono stati resi noti i dettagli di quelle ultime drammatiche ore e quindi non è dato a sapersi se il giovane fosse incosciente o se abbia avuto un momento di lucidità, comprendendo quindi in che assurda situazione fosse intrappolato, ma quel che è certo è che la sua unica speranza di sopravvivere al terribile incidente è morta con lui poche ore dopo.

Solo alla sera del giorno dopo la terribile scoperta

Alla famiglia sarebbe stato concesso di vedere la salma del figlio solo alla mezzanotte del giorno successivo all’incidente, ora in cui un dipendente dell’obitorio avrebbe annunciato, tra l’incredulità e l’orrore, che Msizi Mkhize era ancora vivo.

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Immediata la corsa all'ospedale di Durban, il Durban's Mahatma Gandhi, dove, nonostante i disperati tentativi dei medici, il giovane è morto dopo qualche ora.

La sorella del povero Msizi ha annunciato che ora è necessario chiarire la situazione e individuare colui che ha dichiarato morto un individuo ancora in vita, un errore imperdonabile. Da parte del capo dipartimento della salute della regione, Dottor Sifiso Mtshali, solo parole di condoglianze.