Il cantante Toto Cutugno l'ha scampata bella: ieri, quando ha letto dell'aereo militare russo precipitato con a bordo il Coro dell'Armata Rossa, si è fatto il segno della croce perché lui avrebbe potuto proprio essere su quell'aereo.

Cutugno era stato infatti contattato per esibirsi con il famoso coro in Siria a beneficio delle truppe sovietiche dislocate lì per operazioni militati, ma aveva declinato l'invito per precedenti impegni già sottoscritti. Il cantante si era già esibito in passato con il celebre coro russo, quindi si trattava di un invito assolutamente normale: questa volta però l'impegno che aveva già preso gli ha salvato la vita.

Ho perso tanti amici

Il cantante non riesce a darsi pace per l'accaduto. Su quell'aero precipitato a Sochi nel mar Nero, sono morti molti suoi amici. Con molti coristi lui aveva un rapporto fraterno ed era intenzionato anche a costruire con loro progetti per il futuro. Inoltre, avevano vissuto momenti davvero indimenticabili sia in Russia che in Italia, quando il coro aveva partecipato al Festival di San Remo del 2013, accompagnandolo nella sua canzone "Un Italiano vero".

La storia del coro Alexandrov

La nascita del Coro dell’Armata Rossa risale 1928 in pieno regime sovietico, quando il compositore e professore del conservatorio di Mosca Alexandre Alexandrov ottenne il sostegno economico del ministero della difesa sovietico. Il coro era inizialmente composto da dodici soldati, ma le esibizioni ebbero un tale successo nell'intera Russia che, nel giro di pochi anni, i coristi divennero ben 300.

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Quando Alexandrov morì, nel 1946, subentrò nella direzione del coro suo figlio Boris Alexandrovich Alexandrov, che la mantenne fino al 1987. Fu proprio in quegli anni che il coro ottenne incredibili successi all'estero. Nonostante la caduta del regime sovietico, il famoso coro non smise di fare concerti e nel 1990 partecipò addirittura al concerto di Roger Waters per celebrare l'evento storico della caduta del muro di Berlino.

L’attuale direttore del coro era Valery Khalilov, ed è morto con gli altri 64 coristi che viaggiavano su quel TU159 sovietico.