Il delitto di Garlasco continua a fornire nuovi elementi che mostrano quanto le indagini furono lacunose e in alcuni casi troppo frettolose. Quali? La più evidente tra le novità emerse negli ultimi tempi è la scoperta che all'interno del faldone delle indagini negli archivi del tribunale di Pavia, ci sono ben 60 prove relative al Dna presente in diverse aree della casa di Chiara Poggi. Prove che non sono mai state utilizzate ai fini delle indagini. Quale motivo ha spinto le autorità a ignorare tali prove? Mancanza di elementi di comparazione con qualcuno?
Troppo esigue e degradate per essere analizzate? Domande su domande, che crescono ogni giorno in un caso che dopo nove anni avrebbe invece bisogno di risposte. Alberto Stasi fu subito sospettato e ogni prova usata contro di lui perché ritenuta schiacciante. Il vero mistero che avvolge l'omicidio di Chiara Poggi, è quello rappresentato dalle prove mai analizzate.
Il delitto di Garlasco e le tracce in archivio
I Ris appena entrarono nella casa di Chiara Poggi, cercarono le impronte e le tracce biologiche che potessero essere utili ai fini del caso. Ne riuscirono a isolare ben 60, che però sono rimaste fino ad oggi negli archivi. Basilare potrebbe essere adesso la comparazione di alcune tracce, come quella mista trovata nel portasapone, che di certo non apparteneva ad Alberto Stasi.
Dunque di chi era? Adesso le autorità sembrano intenzionate a recuperarle dai faldoni, per provare a fare un confronto con Andrea Sempio, in modo da vedere se ci sono delle corrispondenze. Molte prove che sarebbero state fondamentali, furono però contaminate.
Gli errori nel delitto di Garlasco
Uno degli errori nelle indagini relative al delitto di Garlasco, fu quello di girare il corpo di Chiara Poggi nel suo stesso sangue, cancellando le quattro impronte che la vittima aveva sulla maglietta e che potevano essere comparate con i sospettati. Altro errore fu quello di molti inquirenti, che si presentarono in casa senza utilizzare i guanti, contaminando inevitabilmente la scena del crimine. Adesso alla luce dei nuovi elementi, le 60 tracce potrebbero divenire la vera svolta nel delitto di Garlasco.