L'hotel rigopiano è stato costruito in un'area ad alto rischio, proprio allo sbocco di un canalone, e le fondamenta poggiano su un enorme deposito di detriti.

Secondo il presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Francesco Peduto, se in un tempo vi erano già arrivati i sedimenti clastici, era anche lecito pensare che le condizioni potessero riproporsi. -”Mercoledì sera quando è stato investito dalla valanga non doveva essere aperto”- Così, il perentorio commento del presidenti dei geologi italiani. Non doveva, ma in abruzzo non esiste un Registro dello studio delle slavine.

Costa e non ci sono i soldi necessari. Esiste soltanto un censimento generico, il quale attesta in 793 il numero di eventi tra il 1957 e il 2013.

Perché si è permesso ricostruire

L'Hotel Rigopiano di Farindola prima del 2007 era una vecchia e modesta struttura che accoglieva gli sciatori. Fin quando il gestore, la società Del Rosso, aveva dichiarato il fallimento. A questo punto entra in gioco la Gran Sasso Resort, che ottiene discussi finanziamenti e il via libera per la completa rimodellazione. Quel che ne esce è una struttura moderna a quattro stelle, con tanto di Spa e piscine. Ma la puzza di marcio rimane. Tanto è vero che dopo pochissimo tempo partono una serie di denunce e contro denunce per presunta costruzione abusiva.

Nell'inchiesta era finita anche la precedente giunta comunale di Farindola, accusata di aver ricevuto lauti favori in cambio del lascia passare necessario per scavalcare i problemi legati all'occupazione del suolo pubblico atto all'ampliamento dell'Hotel.

L'inchiesta Vestina

La vicenda che prende il nome della Val Vestina risale allo scorso 2008, è stata condotta dal Pubblico Ministero Gennaro Varone, per presunto abuso edilizio.

Ma si è conclusa nel novembre 2016 con l'assoluzione di tutti gli indagati.

Grande festa allora, proponevano i volantini distribuiti in occasione delle feste natalizie. “Il fatto non sussiste” è stata la sentenza del giudice, ma qualcosa non torna. Ora, dopo la sciagura, si scopre che l'Hotel Rigopiano si troverebbe nel mezzo della fatidica “zona rossa” tracciata anche da una rudimentale Carta delle Valanghe.