Solo pochi giorni fa i notiziari italiani hanno acceso i riflettori sulla tragedia che ha visto coinvolti alcuni ospiti dell'hotel Rigopiano, a Farindola, in provincia di Pescara: una valanga ha trovato la lussuosa struttura alberghiera, spostandola di 10 metri e ricoprendola di tonnellate di neve e detriti scesi giù dalla montagna. Oggi a ridere sulla vicenda è ancora una volta il settimanale francese Charlie Hebdo che ha pubblicato una vignetta satirica, ma che non piace proprio a tutti.

La vignetta di Charlie Hebdo sull'Hotel Rigopiano

Il disegno è comparso sulla pagina Facebook del giornale francese e ritrae la figura della morte che scende dalla montagna con gli sci, impugnando due falci anzichè due racchette da neve.

Nelle nuvolette c'è scritto: "La neve sta arrivando e non sarà sufficiente per tutti". Sullo sfondo un cielo rosso e case ed alberi travolti. Ancora una volta il settimanale Charlie Hebdo scatena polemiche e proteste: nei commenti al di sotto dell'immagine c'è chi afferma che c'è solo da vergognarsi a ridere e scherzare su tragedie come queste, soprattutto alla luce del fatto che non tutti gli ospiti della struttura sono stati tratti in salvo e c'è anche chi è morto sotto la potenza della neve. Ma c'è anche chi si complimenta con il settimanale per la sua capacità di saper ironizzare su una vicenda così tragica.

I precedenti: la vignetta su Amatrice

Anche la scorsa estate il settimanale aveva scatenato forti polemiche in seguito ad una vignetta dedicata al sisma che ha colpito Amatrice: in questo disegno intitolato sisma all'italiana, vi era un uomo con macchie di sangue rappresentante le penne al sugo, un altro con ustioni rappresentante delle penne gratinate e poi i numerosi corpi del terremoto schiacciati dalle macerie di Amatrice, rappresentativi della classica lasagna.

Un'immagine che non piacque anche allora e per la quale si discusse molto anche in tv. D'altronde, la satira è tale proprio perchè costituisce una critica piuttosto mordace e in un certo senso cattiva sulla vita quotidiana. E voi che ne pensate?