Il maltempo arriva sulla costiera Adriatica e man mano di dirige verso l'entroterra abruzzese. Tutto accade domenica scorsa, il 15 gennaio 2017 nel tardo pomeriggio. La neve cade fitta e copiosa e nella notte del 16 gennaio, silenziosamente raggiunge già oltre un metro di altezza nei paesini del Comune di Isola del gran Sasso d'Italia come: Casale San Nicola, Fano a Corno, Cerchiara, Forca di Valle, Cesa di Francia, Vico e Pretara. Vengono sommersi dalla neve, anche i paesini del comune di Castelli: Befaro, Villa Rossi, Santa Maria della neve.

La stessa cosa avviene nel comune di Colledara, la neve sommerge le frazioni di Ornano, Cretara e potremo citarne altre. Moltissimi i paesini che si trovano sotto il Gran Sasso d'Italia, alcuni hanno dei nomi buffi e impronunciabili e forse prima di questo disastro, nessuno ne aveva sentito parlare. La situazione degenera la notte tra il 17 e 18 gennaio quando si interrompono le linee telefoniche e la corrente elettrica. Così inizia l'isolamento e il terrore della popolazione che rimane bloccata nelle proprie abitazione senza poter comunicare.

Neve e terremoto: isolamento di 5 giorni, arriva l'esercito

Si accorgono che c'è qualcosa che non va i parenti e gli amici che vivono fuori dalle zone colpite dal maltempo, quando provano a contattare telefonicamente i propri cari e così inizia il tam tam di post sui social network per chiedere informazioni. Presto però ci si rende conto che nessuno risponde e allora si inizia a chiamare in Prefettura a Teramo, ai Vigili del Fuoco e si prosegue incessantemente tra non risposte e "vi faremo sapere", "può essere più dettagliato", "ci sono molte emergenza", "bisogna attendere", i "soccorsi sono bloccati", le "strade non sono accessibili".

Per finire arriva il terremoto e chi lo avrebbe mai detto, oltre il danno la beffa. Le popolazioni dei comuni della provincia di Teramo vivono attimi di assoluto terrore al freddo, senza nessuna comunicazione e sepolti dalla neve. Scende in campo l'esercito per aiutarli, sembra di essere in zone di guerra. Scarseggiamo i viveri, i medicinali e si muore dal freddo. Vengono effettuati molti salvataggi citiamo quello della "donna e il suo bambino di 20 mesi, residente in una delle frazioni di Isola del Gran Sasso (TE) senza luce e telefono, che aveva cominciato il travaglio, e solo il tempestivo intervento dell'Unità Forestale dei Carabinieri di Isola, unitamente al Presidente del Parco Tommaso Navarra, che aveva allertato i soccorsi, ha permesso questo lieto fine." Il salvataggio tramite elisoccorso della donna romana che ha avuto un malore a Forca di Valle.

I volontari, i militari, quelli della protezione civile e tanti altri si sono adoperati incessantemente per raggiungere le frazioni e le persone in pericolo con pale, spazzaneve, bobcat e poi le sospirate turbine. Così man mano le strade si sono liberate, anche se sono strette e non percorribili senza adeguata attrezzatura. Le linee telefoniche sono ripartite ma parzialmente: sms, chiamate brevi e qualche connessione internet. La luce ritornata in alcune zone e poi man mano stanno arrivano i generatori di energia.

Un gruppo Facebook per far fronte alle emergenze

In questo completo disastro è nato un gruppo per far fronte alla emergenze "Isola Emergenze - Gran Sasso e Valle Siciliana" dove è stato possibile fare le segnalazioni iniziare a fare chiarezza sulle realtà della popolazione e di come si trovavano le frazioni.

Adesso si ha contezza almeno parziale di quelle che sono le strade riaperte, gli interventi andati a buon fine e le condizioni di corrente elettrica e telefoni. Sono tante le cose che ancora non sappiamo, perché molte persone non hanno potuto comunicare. Citiamo la piccola frazione di Befaro (Castelli) e il grido di disperazione di Alessandro Faiani che è rimbalzato su face book. Oppure l'annuncio disperato dell'Azienda Agricola di Luigi Farinelli con metà del bestiame morto e ferito e un capannone crollato a Cesa di Francia (Isola del Gran Sasso).

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