Una protesta forte sta bloccando la città di Napoli.Quasi cento rom del campo abusivo sito a nord di Napoli nella tormentata zona di Secondigliano (all'estrema periferia della città), hanno deciso di manifestare la loro insoddisfazione per il trattamento riservatogli dallo stato italiano e dal comune di Napoli. La protesta ha preso forma attraverso l'incendio di copertoni e altro materiale infiammabile (anche tossico) che ha di fatto bloccato una delle arterie principali del capoluogo partenopeo, la circumvallazione che collega diversi grossi paesi dell'hinterland.

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Enormi fiamme si sono sprigionate dai rifiuti dati al fuoco, creando panico tra i cittadini e rendendo impossibile la viabilità. Molti autisti hanno a loro volta protestato contro i rom facendo crescere la tensione generale. Inoltre molte vetture non sono riuscite a transitare e sono state costrette ad invertire pericolosamente la marcia.

I motivi (assurdi) della protesta

Uno dei motivi principali della violenta protesta è riconducibile alla mancanza di elettricità nel campo rom, che si protrae ormai da circa due mesi.

In effetti l'Enel, il gestore che fornisce l'elettricità in zona, ha tamponato la polemica dichiarando che il tutto è dovuto ad un guasto tecnico, tuttavia è trapelata l'amara verità che la corrente, in questo campo, viene da sempre prelevata abusivamente. Non è un mistero per nessuno che i rom che occupano abusivamente la grossa aerea industriale a nord di Napoli non hanno mai voluto pagare i consumi di acqua e corrente, al pari di altri campi disseminati in Italia. Inoltre sembra che proprio loro abbiano diverse volte danneggiato gli impianti, causando problemi e malfunzionamenti all'intera rete elettrica che serve questo territorio.

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Uno striscione grottesco con la scritta: "vogliamo corente (con una sola erre)" è stato il manifesto di questa mobilitazione incivile e pericolosa per l'ambiente e i cittadini, già provati da altri episodi del genere. Ancora una volta molti rom dimostrano totale disprezzo per le regole italiane ma, allo stesso tempo, avanzano pretese e diritti al pari di chi paga regolarmente tasse ed utenze.