E Hollywood diventa Hollyweed. 'Weed' è marijuana nello slang. Nella notte tra il 31 dicembre 2016 e il 1°gennaio 2017 qualcuno è salito sulla celeberrima collina e ha modificato l'iconica scritta Hollywood in Hollyweed, trasformando le 'O' in 'E' con teli neri. Intanto, i video realizzati dai citizen reporter, che hanno immediatamente documentato la ‘translitterazione’, spopolano in rete facendo il giro del mondo.

Antefatto e video della scritta 'Hollyweed'

A partire dallo scorso 1°gennaio 2017, dopo l'approvazione della 'Proposition 64' del 9 novembre, il consumo e la vendita di marijuana sono ora legali in California.

Lo stato con la Città degli Angeli si è unito a Colorado, stato di Washington, Oregon, Alaska e Washington D.C. che hanno in precedenza approvato misure simili. Lo Califonia concederà ora licenze per la vendita della droga leggera con l’applicazione di un'accisa del 15%, mentre per l’uso personale è previsto che i maggiori di 21 anni potranno possedere 28 grammi di marijuana e piantare fino a sei piante in casa. Non è la prima volta che la scritta viene trasformata in Hollyweed. E’ già successo il 1 gennaio di 41 anni fa, quando Danny Finegood, giovane studente universitario, si era cimentato nella stessa impresa per celebrare l’entrata in vigore di leggi più permissive sulla marijuana. Anche in quel caso la scritta non fu danneggiata ma solo modificata con delle pezze. Per l’autore della bravata, ci furono anche attestati di stima, come quello della sua università che lo premiò con una 'A'.

I migliori video del giorno

Anche per l’autore dell’ultimo ‘art attack’ ci saranno attestati di stima? Non lo escludiamo. Ma la caccia all’uomo è già partita, con la polizia losangelina che ha annunciato indagini per identificare il responsabile. Ecco uno dei video postati in rete che documentano l'ultima trasformazione della scritta Hollywood in Hollyweed.

Cannabis in Italia

Intanto il progetto di legge sulla legalizzazione della cannabis in italia, approdato lo scorso luglio alla Camera dei Deputati per la discussione generale, è stato rispedito in Commissione. E lì, sembra destinato a restare. “Il testo base iniziale in aula non ha avuto la maggioranza – rammenta il relatore, l’onorevole Farina di Sinistra italiana – e dunque bisognerebbe trovare un accordo per riscriverlo e rimettere così in moto l’iter parlamentare”. Nel nostro paese, quindi, marijuana e droghe leggere, restano illegali, con il possesso entro la soglia dell’uso personale sì depenalizzato ma suscettibile di sanzioni amministrative e lo spaccio di basse quantità punibile con pene alternative al carcere.

L'uso medico è legale, ma a certe condizioni. Se l'ok all'utilizzo per fini curativi è arrivato nel 2013, la Cannabis veniva importata finora interamente dall'Olanda per soddisfare il fabbisogno italiano. Ora, invece, è prodotta dallo Stato italiano nello stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. E la produzione annuale annunciata, stimata in circa 100 kg, servirà a coprire parte del fabbisogno. Dalla fine di gennaio 2017, partirà la distribuzione controllata di questa produzione, definita Cannabis di Stato. Con tempistiche e modalità differenti da regione a regione, la Cannabis di Stato sarà disponibile nelle farmacie delle strutture ospedaliere e in quelle territoriali autorizzate. Ma attenzione, restano rigidi prescrizioni e obblighi: per ritirare i preparati occorrerà la prescrizione del medico curante o di uno specialista, con ricetta non ripetibile, in relazione a un piano terapeutico e alle condizioni del paziente. Il consumo poi deve essere rigorosamente al naturale: decotti, infusioni o inalazioni. Concludendo la nostra veloce comparazione, risulta ben chiaro che l'Italia è ben lontana da una legalizzazione come quella avvenuta in California. Per partecipare al dibattito, potete lasciare un commento qui sotto, nell'apposito box 'Cosa ne pensi? Commenta!'.