Gli ultimi rapporti della Fondazione Gimbe sulla Sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale 2016-2025, rivelano un estremo sovra-utilizzo dei servizi e delle prestazioni sanitarie in generale. In soldoni, si calcola che su ogni 100 euro spesi nella sanità, almeno venti siano completamente sprecati in prestazioni inutili. In una intervista al settimanale Panorama, il presidente Nino Cartabellotta, assicura come l'eccesso di diagnostiche e terapie vada incidere non poco sulla pesa sanitaria globale. Dati confermati anche dall'Ocse, dove denota uno spreco pari al 20 per cento in tutti i paesi più industrializzati.

Medicina preventiva o invasiva?

Secondo la Fondazione Gimbe ammonta a 11 miliardi di euro l'anno lo spreco sanitario.

In particolar modo si punta il dito al mondo delle diagnostiche, tante volte ritenute non solo inutili ed esasperate, ma controproducenti per la Salute e la psiche delle persone. Inoltre, definisce la medicina difensiva o preventiva utile ma estremamente viziata da forti conflitti di interessi che incentivano la super produzione di prestazioni. E talvolta indirettamente appoggiati da sentenze giudiziarie discutibili. Dall'altro canto, gli innumerevoli esami che in media effettua la popolazione in Italia si potrebbe considerare invasiva, secondo Cartabellotta, a causa del continuo sottoporsi alle cosiddette “Imaging” (Tac, Moc, risonanza magnetica, Pet, ecografie). Costringendo il paziente ad entrare in circoli viziosi che tante volte si rivelano perfettamente inutili, e il conseguente accrescere della spesa pubblica.

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Prestazioni costose e inappropriate

Ocse e Gimbe hanno stilato un'ampio elenco delle prestazioni sotto e sovra utilizzate, vediamone alcune: tac e risonanza magnetica nucleare prescritte per mal di schiena e cefalea, Ecg, Rx torace, ecostress, imaging cardiaco e alcuni test pre-operatori in pazienti a basso rischio, screening oncologici di efficacia non documentata (Psa e Ca-125), nonché screening con doppler dei tronchi sovra-aortici, densitometria ossea, antibiotici per infezioni virali delle vie respiratori, moltissimi test allergologici. Mentre alla domanda sulla futura “responsabilità professionale”, Cartabellotta, chiama alla cautela. Perché insieme al nuovo Lea potranno decretare una vera svolta per il Sistema Sanitario Nazionale.