Un imprenditore bolognese è stato senza dubbio vittima di un furto d'identità e, da più di due mesi, la sua vita è diventata un incubo. A Marco Ziino sono stati recapitati quattro verbali relativi a biglietti del bus non pagati. In soldoni, l'uomo dovrebbe pagare quattro multe per mancato pagamento dei tagliandi del bus. Nulla di particolare, fino a qui. Il problema è che il signor Ziino non sale su un mezzo pubblico da vent'anni. L'imprenditore non sa che fare e a chi appellarsi. Qualcuno, forse, si è spacciato per lui ed è salito sull'autobus senza pagare il biglietto.

Nelle 'grinfie' della burocrazia italiana

Una situazione veramente paradossale quella che sta vivendo Marco Ziino, un uomo a capo di un'azienda con una ventina di dipendenti. L'uomo ha rivelato di essersi visto recapitare due multe. Subito ha chiesto ai vigili di farsi inviare i verbali ma la sua sua richiesta non è stata accolta. Allora, l'imprenditore bolognese, vistosi alle strette, ha deciso di recarsi dai carabinieri per sporgere denuncia. I militari, però, gli hanno detto che la denuncia è subordinata alla presentazione dei verbali. Una vicenda assurda, quasi irreale. Il signor Ziino è finito nei 'tentacoli' della burocrazia italiana e non sa come uscirne. Per lo Stato deve pagare per violazioni che, in realtà, non ha commesso.

Dopo le prime due multe di Bologna, all'uomo ne sono state recapitate altre due, che si riferiscono a presunte violazioni commesse a Bari e Pesaro.

Ci vuole una dichiarazione scritta, magari firmata anche dai testimoni

Il signor Marco Ziino non riesce a capire come mai proprio lui deve dimostrare di non aver commesso irregolarità. Lui lavora, dalla mattina presto alla sera tardi, e non ha tempo da dedicare alla burocrazia italiana. L'imprenditore ha chiesto chiarimenti alla Tper ma si è sentito rispondere che deve dichiarare per iscritto di non essere a bordo di autobus a settembre dell'anno scorso. Sarebbe meglio, inoltre, se la dichiarazione fosse confermata da alcuni testimoni. Marco ha invitato la Tper a fare domande ai suoi dipendenti.

Niente. Ci vuole una dichiarazione scritta. Un caso veramente strano. Evidentemente c'è qualcuno che usa i mezzi pubblici senza pagare il biglietto e, se sorpreso dai controllori, fornisce le generalità del povero imprenditore bolognese.