Una vera e propria 'dichiarazione di guerra'. Non è ovviamente il caso di allarmarsi giacché si parla di 'guerra mediatica', ma è proprio quella che il Cremlino ha deciso di mettere in atto contro buona parte della stampa occidentale, colpevole di aver diffuso "notizie false sulla Russia". Ad annunciarlo, nel corso di una conferenza stampa, è stata Maria Zakharova, portavoce del ministero degli esteri di Mosca.
Un progetto di raccolta per le 'fake news'
Il Cremlino aprirà pertanto una nuova sezione del sito web del proprio ministero per le politiche estere, dedicata esclusivamente alla raccolta di 'fake news'.
"Ci saranno le notizie false diffuse dai media stranieri - ha sottolineato la Zakharova - ma anche le dichiarazioni ufficiali dei rappresentanti politici di vari Paesi". Dunque la 'black list' non riguarda solo gli organi di stampa ma anche i politici. Su ciascuna di queste notizie, saranno affiancati dati e cifre il cui compito è quello di fornire il punto di vista russo e, dunque, il tentativo è quello di smascherare a tutti gli effetti una notizia che il Cremlino giudica "non veritiera".
Le notizie sulla questione siriana
Ad alimentare le pubbliche dichiarazioni del ministero degli esteri di Mosca è, senza dubbio, quanto accaduto nei mesi scorsi durante l'assedio di Aleppo, in Siria. Maria Zakharova è entrata nel dettaglio.
"Gli attacchi indiscriminati della nostra aviazione ad Aleppo, l'utilizzo di armi chimiche da parte dell'esercito siriano, le esecuzioni di massa a Damasco, fanno parte degli sforzi indirizzati a fomentare il conflitto in Siria ed esasperarlo. Valutiamo in questo modo le notizie diffuse dal centro americano 'Atlantic Council' e dalla CNN, ma anche da associazioni come Amnesty International e Human Rights Watch". Dal punto di vista del Cremlino, "non esistono prove a sostegno di queste informazioni e crediamo che lo scopo sia stato quello di stroncare l'impegno della Russia ad avviare un processo politico che possa portare alla risoluzione del conflitto".
Assad si oppone ad Amnesty International
A proposito di Amnesty International, l'ultima denuncia nei confronti del presidente siriano Bashar al-Assad è piuttosto recente e riguarda le presunte esecuzioni di massa avvenute nelle carceri governative nei confronti degli oppositori politici. In proposito, Amnesty International aveva proposto l'invio di propri osservatori in Siria, soluzione alla quale Assad si è radicalmente opposto, esponendo il suo punto di vista in un'intervista rilasciata all'emittente radiofonica francese Europe1. "Non credo che la Francia sarebbe d'accordo - ha detto il leader di Damasco - se una delegazione siriana fosse inviata a Parigi per valutare le ragioni per cui, prima con la presidenza Sarkozy e poi con Hollande, è stata attaccata la Libia e sono state uccise centinaia di migliaia di persone. Questa è una questione di sovranità nazionale e, pertanto, non permetteremo ad Amnesty International di venire in Siria".