E' successo a Parigi, in pieno centro, a metà mattinata, con le strade piene di gente. Un uomo, secondo quanto riportato dall'Ansa, avrebbe cercato di entrare nella galleria sotterranea del Louvre con in mano una valigia sospetta. Per raggiungere il suo obiettivo avrebbe aggredito i quattro militari che insospettiti lo avevano fermato e che poi gli hanno sparato all'addome, ferendolo gravemente. Una seconda persona è in stato di fermo.

Ipotesi terrorismo

Le condizioni dell'uomo che questa mattina ha tentato di entrare nei sotterranei del Louvre sono gravi, dopo che i militari per fermarlo sono stati costretti a sparare ferendolo all'addome.

Sottoposto ad un delicato intervento, le sue condizioni sono critiche. Uno dei soldati coinvolti nello scontro è rimasto ferito al cuoio capelluto. La zona è stata subito transennata e il quartiere, per garantire maggiore sicurezza ai cittadini, è stato chiuso. Nel frattempo un'altra persona sospetta è stata fermata. Si è pensato ad un attentato terroristico, ma la polizia conferma che addosso l'uomo non aveva nessun tipo di esplosivo.

La dinamica

L'attentatore ha insospettito i militari che gli hanno intimato di fermarsi per controllare il contenuto delle borse, ma l'uomo ha iniziato a inveire per poi urlare "Allah Akhbar". Un militare per difendersi gli ha sparato all'addome ferendolo gravemente.

Dopo un'ispezione, la polizia ha reso noto il contenuto dei zaini, ma dell'esplosivo nessuna traccia.

Attentato terrotistico?

Per il premier francese Bernard Cazeneuve si è trattato di attentato terroristico anche se addosso all'aggressore non sono stati ritrovati esplosivi. Per il presidente francese Francois Hollande si è trattato di aggressione selvaggia da condannare. In una nota il leader ha omaggiato i militari e espresso tutta la sua solidarietà al soldato ferito durante lo scontro. Il ministro dell'interno francese, Bruno Le Roux, ha convocato una riunione straordinaria per fare il punto della situazione,su quanto accaduto al Carrousel du Louvre. Secondo il ministro il sangue freddo dei militari ha permesso di neutralizzare l'aggressore, prima che potesse mettere in pratica il suo piano criminale.