Dopo oltre vent'anni è stata fatta giustizia - almeno in base alla sentenza di primo grado - su una delle tante pagine della 'sporca' guerra che negli anni '90 insanguinò la ex Jugoslavia. Il gip del tribunale di Brescia ha condannato al carcere a vita il comandante 'Paraga', al secolo Hanefija Prjic, che guidava i 'berretti verdi' bosniaci, battaglione paramilitare musulmano. Per il giudice Carlo Bianchetti, Paraga è il responsabille dell'uccisione di tre cittadini italiani, Giorgio Puletti, Fabio Moreni e Sergio Lana, avvenuta a Gornji Vakuf nel 1993.

Le tre vittime facevano parte di un convoglio umanitario insieme ad altri due volontari, Cristian Penocchio ed Agostino Zanotti, sfuggiti all'imboscata.

Le testimonianze dei superstiti

Hanefija Prjic ha sempre negato di aver ordinato l'uccisione dei volontari italiani e la sua difesa lo ha ribadito anche dinanzi al gip di Brescia. Ad inchiodarlo però sono le testimonianze di Zanotti e Penocchio, i due superstiti. Il suo arrestato era avvenuto nell'ottobre del 2015 a Dortmund, in Germania, a vent'anni di distanza dalla fine del conflitto in Bosnia. In realtà, l'ex comandante Paraga ha già scontato dodici anni di reclusione in patria per l'uccisione di Lana, Puletti e Moreni. I suoi legali, Almin Dautbegovic e Chantal Frigerio, hanno già annunciato ricorso in appello.

"Il nostro assistito è innoccente - hanno detto gli avvocati - e noi abbiamo i nomi degli autori del triplice delitto".

Un lungo iter giudiziario

Hanefija Prjic oggi ha 53 anni e si trova da un anno in carcere a Brescia. Era già stato condannato in Bosnia per i fatti di Gornji Vakuf, quando il convoglio umanitario italiano fu assalito dai miliziani ed i tre volontari furono trucidati.

Nel 2001, infatti. gli erano stati inflitti 18 anni di reclusione, poi ridotti a 15. Nel 2012 era tornato libero ma sul suo capo pendeva un mandato di cattura internazionale emesso dal Tribunale di Brescia dodici anni prima. Dopo l'arresto in Germania, un anno e mezzo fa, era stato estradato in Italia.