La notte scorsa un ragazzo di 15 anni è stato arrestato dopo che si è costituito ai Carabinieri per aver ucciso un suo coetaneo. L'omicidio è avvenuto ieri in tarda serata a Calabrò, in provincia di Vibo Valentia; l'arma del delitto è una pistola che il ragazzo aveva con sé perché sottratta ad uno dei suoi nonni. Il motivo probabilmente è una semplice lite ma il movente del delitto non è ancora stato chiarito. Forse alla base di tutto c'è un motivo sentimentale, forse i 2 giovanissimi erano innamorati della stessa ragazza.

Dopo aver fulminato il coetaneo con 3 colpi di pistola, l'omicida si è recato nella caserma dei Carabinieri ed si è autodenunciato, indicando il luogo della sparatoria, dove era rimasto il corpo senza vita della vittima.

Ora il ragazzo è sotto interrogatorio in presenza del suo avvocato: i Carabinieri di Vibo Valentia e di Milito stanno seguendo l'ipotesi di una tragedia scatenata dalla gelosia ma non si escludono altre ipotesi dal momento che i famigliari del ragazzo erano già stati coinvolti in imprese criminose e sono ritenuti esponenti di primo piano di una cosca del vibonese collegata al clan Mancuso di Limbadi.

Il padre e i fratelli del quindicenne, infatti, furono arrestati lo scorso gennaio durante un'operazione chiamata "Stammer" e gestita dalla Dda insieme alla Guardia di finanza di Catanzaro. L'operazione riguardava il narcotraffico gestito dalla ‘ndrangheta vibonese. Per il momento prevale l'ipotesi della vicenda sentimentale piuttosto che l'indirizzo criminale.

Escalation di violenza tra i minori

Sono arrivati numerosi i messaggi di dolore dei compagni del ragazzo ucciso e la tragedia ha sconvolto non solo il paese ma, in generale, tutta la provincia. L'escalation di violenza tra minori sta preoccupando sempre di più e si cercano le cause del perché, tra i ragazzi, la vita oggi vale così poco.

Negli ultimi giorni è ormai sulla bocca di tutti la diffusione del gioco suicida Blue Whale che attrae i giovanissimi con l'unica promessa di dolore e morte certa. L'aumento della violenza tra i minori, è stato attribuito a tv, cinema, internet o videogiochi: dappertutto si mostra eccessiva brutalità, e forse essa abitua alla violenza generando effetti negativi sui comportamento adolescenziale.

D'altra parte è la personalità dell'individuo che determina le sue inclinazioni, la colpa non può essere attribuita solo ai media perché non tutti i ragazzi, per fortuna, reagiscono in modo violento. Ma sono in tanti a cercare l'ebbrezza della violenza, nella musica, sui social e al cinema.