La repressione dell'opposizione governativa in Turchia non si ferma, ma anzi si aggrava. Il giornale Sozcu, principale quotidiano contrapposto a Recep Tayyip Erdogan, è stato infatti incriminato dal governo turco per presunti legami con Fethullah Gulen, fautore questo del colpo di stato dell'anno scorso. L'accusa nei confronti del giornale è quella di aver pubblicato, prima del golpe, le foto e l'indirizzo dell'albergo di Marmaris, dove il premier si era rifugiato. Sotto accusa l'editore Burak Akbay, incriminato di presunti legami con il golpista, il reporter Gokmen Ulu, la direttrice del sito Mediha Olgun e Yonca Kaleli, manager per gli affari finanziari di Sozcu.

Turchia: veto all'opposizione e stop Wikipedia

Il libero pensiero in Turchia è quindi costantemente minato dal governo. Dopo la concentrazione di poteri nelle mani di Erdogan infatti, la politica adottata dal premier turco è stata condotta verso l'instaurazione di un regime pseudo-dittatoriale. Non di poco tempo fa è stata la notizia del blocco totale di Wikipedia, e di fatto ciò ha implicato un'abolizione del libero pensiero in Turchia. Con l'accusa odierna il premier sancisce anche un veto all'opposizione, attraverso la condanna di Suzco, giornale incriminato di avere rapporti con il golpista Gulen, estradato negli Stati Uniti.

Proprio nel paese oltreoceano inoltre si è verificata la violenta repressione del governo turco: un gruppo manifestante filo curdo,è stato violentemente represso in tempo recente a Washington, in occasione dell'incontro fra Donald Trump ed il premier di Ankara.

Potere nelle mani di Erdogan in Turchia

Il recente referendum, di dubbia veridicità secondo l'opposizione, ha quindi concentrato ogni potere nelle mani di Erdogan.

La condanna emessa oggi ha colpito il principale giornale di opposizione, il quale era stampato in una tiratura di oltre 250mila copie nel 2007. Secondo la CNN turca, l'editore si troverebbe a Londra, mentre la direttrice Olgun ed il reporter Ulu sarebbero già stati fermati. I legali del giornale Sozcu hanno comunicato tuttavia di non aver ancora ricevuto alcun mandato di arresto. La notizia è stata riportata dal giornale filo-governativo Sabah, e l'incriminazione ha sancito quindi anche la cessazione della libertà di parola in Turchia, dove appunto Suzcu, principale giornale di opposizione, è stato represso dal governo.

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