Alla fine la cattedra è rimasta vacante perché la professoressa ha rinunciato all'incarico. A causa di selfie "provocanti" pubblicati su Facebook, in particolare uno, Lydia Ferguson una docente di sostegno alla Ousedale School, scuola media a Newport Pagnell, nel Regno Unito, qualche mese fa era stata temporaneamente sospesa dall'insegnamento. Ma ora, al culmine di uno scontro tra lei e la dirigenza scolastica, Lydia, che è madre di tre figli, si è sentita messa sotto pressione, attaccata in maniera eccessiva, e alla fine ha preferito andarsene di suo.

Sospesa perché troppo provocante

Tutto è iniziato quano Lydia Ferguson sul suo profilo Facebook ha postato alcune foto che mostrano la sua avvenenza, in particolare una in cui indossa un abito bianco corto sul bordo di un letto. Il selfie dell'insegnante di sostegno ha fatto crollare le certezze che la dirigenza scolastica aveva su di lei. I colleghi hanno ritenuto l'immagine troppo audace, provocatoria, inappropriata a chi svolga un ruolo pedagogico ed educhi i ragazzi. La docente è stata convocata per un chiarimento: la scuola dopo un'indagine interna, l'ha sospesa temporaneamente dal servizio.

La solidarietà degli alunni

Gli studenti si erano subito schierati in difesa della loro insegnante ritenendo il provvedimento nei suoi confronti troppo severo.

"Non si può giudicare un'insegnante solo perché sul proprio profilo personale ha fatto vedere un po' di gambe. Noi la conosciamo perché ci passiamo insieme tutti i giorni in classe", avevano protestato gli allievi, sottolineando le competenze della docente specie nell'aiutare gli alunni più deboli e quelli vittime di bullismo. A suo favore avevano anche avviato una petizione e raccolto tra allievi e genitori 250 firme.

Un provvedimento indigesto

"Non credo di aver fatto nulla di male. Da quando sono sui social mi sono sempre imposta una semplice regola: pubblicare solo quello che non avrebbe mai scandalizzato mio nonno, pace all'anima sua", si era difesa Lydia che non ha digerito il provvedimento.

Anzi col passare del tempo, l'ha ritenuto inammissibile. E così il dissidio tra lei e la scuola si è approfondito fino a diventare insanabile. Se il collegio docenti riteneva che la docente sospesa si cospargesse il capo di cenere e tornasse pentita per essere riammessa, ha sbagliato previsione. Stufa e stressata, Lydia, con mossa ha sorpresa ha scelto di andarsene: "Dopo lo scandalo scoppiato, sapevo che non sarei più riuscita a tornare a scuola. Basta con questo stress, la mia famiglia ne ha avuto abbastanza", ha dichiarato. La scuola, da parte sua, si è limitata freddamente a confermare che non fa più parte del personale docente.

Bellezza fonte di guai professionali

La bellezza nuoce gravemente alla carriera professionale?

In alcuni casi parrebbe proprio di sì. Quello di Lydia non è certo il solo caso. Proprio di qualche giorno fa è la notizia di un'infermiera thailandese costretta a dimettersi, anche lei dopo aver pubblicato foto su Facebook. Si chiama Parichat Pang Chatsri, ha 26 anni ed è thailandese. Dopo le critiche e polemiche sui social suscitate dalla sua avvenenza, ha deciso di dimettersi per rispetto nei confronti della professione infermieristica. In Thailandia l'ostentazione della bellezza in ambito professionale è malvista. Ma a quanto pare non solo là.