Un infermiere di una nota azienda ospedaliera ad Ancona, è accusato di avere abusato di una donna sotto anestesia. L'uomo, più che trentacinquenne, infermiere professionale, rischia un processo per violenza sessuale aggravata, poiché ha abusato una donna che non poteva difendersi da sola. Il reato è uno fra i più ignobili del codice penale, e può costargli una condanna fino a 12 anni di carcere.

Le indagini

Le indagini si sono iniziate e concluse in pochissimo tempo, partite a maggio, dopo una denuncia effettuata dalla vittima. La giovane si era sottoposta ad intervento chirurgico nella struttura sanitaria dove l'infermiere lavorava lo scorso maggio appunto.

Gli abusi sessuali si sarebbero verificati qualche ora dopo, all'uscita dalla sala operatoria. La donna ha raccontato agli inquirenti che mentre era ancora in stato confusionale e intontita dai farmaci, l'uomo l'avrebbe toccata nelle parti intime femminili, approfittando del fatto che fosse in stato di incoscienza e non poteva difendersi. Con la scusa di provocarle la minzione, dopo avere estratto il catetere le avrebbe infilato le dita nella vagina, più volte durante la notte. Ogni volta che si preparava a toccarla stranamente faceva uscire i familiari dei pazienti che vegliavano i loro cari durante la nottata. La vittima aveva anche notato non c'era niente di professionale nel modo in cui l'uomo la esplorava.

Sola e indifesa non aveva la forza di reagire a certe attenzioni. Dopo un'operazione era infatti immobilizzata al letto.

Le misure cautelari

L'uomo è adesso indagato di violenza sessuale aggravata e ha circa una ventina di giorni per presentare ricorso tramite i suoi legali. Sarà il magistrato, la dottoressa Valentina Bavai, che ha coordinato l'inchiesta a decidere se rinviare l'uomo a processo. L'infermiere non solo avrebbe abusato di una paziente dell'ospedale, violando l'etica professionale, ma in più avrebbe agito con premeditata aggravante perché la ragazza in questione era immobilizzata in un letto e non poteva reagire. La donna infatti era soggetta alla limitazione sostanziale della sua libertà, non poteva dire no e non poteva muoversi perché era ancora intontita dall'anestesia.

Un reato particolarmente esecrabile, che se dovesse avere riscontro dal racconto della giovane, potrebbe mettere in seri guai il sanitario.

Sempre più violenze alle donne sotto anestesia

Purtroppo non è un caso isolato, in questi anni molte sono le donne che sono state abusate da sedicenti medici ed infermieri sotto anestesia, e non tutte hanno avuto la forza o al capacità di denunciare gli aguzzini. Purtroppo alle volte sono reati difficili da dimostrare, e particolarmente abietti dove le donne si sentono rubate nella loro intimità. In Italia c'è chi vorrebbe e con ragione inasprire ancora di più le pene.