Dire che ci siamo abituati alle minacce di Kim Jong un è riduttivo. Gli intenti bellicosi del leader supremo, che ormai trascina la propria nazione verso il conflitto nucleare con Washington, si erano assopiti ormai da qualche settimana, lasciando sperare in una leggera distensione dei toni. Una situazione di "calma apparente" sopraggiunta dopo il successo dell'ultimo test missilistico di pyongyang e in seguito alle inquietanti dichiarazioni di Kim Jong un di "poter raggiungere finalmente la coste americane dell'Alaska", precipitata bruscamente proprio mentre si attende l'approvazione della Camera statunitense delle nuove sanzioni nei confronti della Corea del Nord.

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Pyongyang, ormai 'pronti a colpire il cuore dell'America'

"Siamo pronti a colpire il cuore dell'America". E' Il messaggio di Pyongyang per i "capitalisti che vogliono eliminare la potenza Juke" e, allo stesso tempo, la sintesi impeccabile del pensiero del leader di Pyongyang. Dopo l'apparente silenzio di questi giorni, infatti, la nazione che sfida Donald Trump reagisce di nuovo scavalcando la diplomazia e, alla luce delle nuove sanzioni a cui sarà sottoposta per gli ultimi lanci missilistici voluti da Kim Jong un, torna a minacciare apertamente la Casa Bianca.

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A riportare come al solito la posizione di Pyongyang, ci pensa la solita agenzia di stampa nordcoreana (Kna) che riporta le ultime dichiarazione del portavoce del ministro degli Esteri, il quale afferma che se gli Usa volessero rimuovere la dittatura del regime, "Pyongyang risponderà questa volta senza pietà con la sua potente arma nucleare".

Mike Pompeo: 'Corea del Nord ha passato il segno'

Oltre alle sanzioni nei confronti di Pyongyang, ad inasprire i toni nelle ultime ore anche le dichiarazioni recenti del direttore della Cia, Mike Pompeo, il quale in un forum ad Aspen ha chiaramente fatto allusioni sulla volontà degli Usa di un necessario cambiamento di regime nella Corea del Nord, precisando, in un secondo tempo, che sarà priorità degli Usa nei seguenti giorni, "separare la capacità nucleare da chi intende usarla".

Osservazioni di Pompeo che hanno irritato Pyongyang, e che dimostrano -secondo quanto riportato dalla Kna- "l'analfabetismo di Pompeo sulla Corea del Nord e la totale incompetenza dell'intelligence Usa". E' nelle finalità della Corea del Nord, prosegue la dichiarazione "annientare i paesi che minacciano la dignità suprema della Core del Nord, anche utilizzando armi nucleari". Sempre secondo Pyongyang, "i familiari di Pompeo sperimenteranno personalmente le conseguente catastrofiche della sciocca politica Usa".

Approvate sanzioni contro Russia, Iran e Corea del Nord

Intanto è passata la proposta di legge alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti che prevede le nuove sanzioni per Russia, Iran e Corea del Nord. Ora il testo, con solo tre voti contrari, dovrà passare al Senato per avere il via libera. Operazione che ha visto il "cambiamento di rotta" di Trump nelle ultime ore, e al quale hanno fatto seguito le dichiarazioni della portavoce Sarah Sanders, secondo la quale il presidente Trump avrebbe aderito dopo alcune modifiche apportate al testo originale.

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Fronte 'Corea del Sud'

Preoccupazione palpabile anche per l'alleata Usa, la Corea del Sud, che di fronte alle uscite di Pyongyang, ha risposto di voler collaborare attivamente per monitorare l'attività missilistica di Pyongyang con Washington. Situazione di allerta generale, anche perché da quanto riporta l'agenzia di stampa sudcoreana (Yonhap), alcuni veicoli con attrezzature finalizzate al lancio di missili balistici, sarebbero questi giorni arrivati a Kusong, vicino Pyongyang; e poiché le ricorrenze hanno sempre fatto gola al leader supremo Kim Jong un, Seoul ritiene possibile che il nuovo lancio balistico avverrà proprio il 27 luglio, giorno del 64esimo anniversario dell'Armistizio della guerra di Corea.

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