Tra le molte novità contenute nel testo di riforma riguardante il Codice della Strada presentato il 18 luglio alla Commissione Trasporti della Camera, c'è anche quella definita legge ''salvaciclisti''. L'emendamento proposto dal comitato ristretto in materia di sicurezza stradale è approdato in discussione alla Camera dopo i tanti eventi tragici successi sulle strade italiane nel 2017. Le associazioni di categoria esultano per questo piccolo ma grande traguardo raggiunto per sensibilizzare gli automobilisti al maggior rispetto della sicurezza dei ciclisti.

In discussione la legge salvaciclisti

Se il testo della riforma non verrà ulteriormente modificato, si potrà parlare di una vera e propria legge salvaciclisti. Sarà dunque vietato sorpassare gli amanti delle due ruote a meno di 1,5 metri, la distanza laterale minima di sicurezza. Tale inserimento della norma è stata anche confermata dal vice Ministro ai trasporti pubblici Riccardo Nencini.

La legge a tutela dei ciclisti andrà a completare l'articolo 149 del codice della strada, quello che definisce la distanza di sicurezza tra i veicoli. Verrà inserito all'interno di tale legge il comma 2 bis che obbligherà gli automobilisti a mantenere in fase di affiancamento e sorpasso di un ciclista la distanza minima di 1,5 metri.

Più leggi dedicate alla mobilità ciclistica

Ciò che si sta discutendo in Commissione trasporti è un grande passo in avanti del legislatore, che mira a tutelare una categoria tra le più martoriate come numero di incidenti, molti purtroppo tragici. Ma il lavoro delle associazioni e dei rappresentanti di categoria non vuole terminare qui.

Tra le varie proposte contenute negli emendamenti presentati ce n'è anche un'altra ben più corposa. Si pensa ad istituire un vero e proprio capitolo legislativo dedicato alla mobilità ciclistica su strada carrozzabile.

In termini pratici questo capitolo del codice della strada vorrebbe contenere tutte quelle azioni che favoriscono un'adeguata sicurezza stradale per i ciclisti.

Ad esempio l'installazione di segnaletica ad hoc nei pressi di incroci pericolosi, la destinazione di fondi dedicati alla realizzazione di piste ciclabili, abbassamento del limite di velocità in zone residenziali (la famosa zona 30km/h), nonché l'incremento delle sanzioni amministrative verso chi trasgredisce i limiti di velocità in zone predisposte alla mobilità dolce.

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