Una vicenda assurda, fatta di intolleranza e intransigenza esasperata. Un'infermiera nel Barese è stata licenziata dalla struttura sanitaria dove prestava servizio, per avere salvato un gattino randagio dalla strada. La signora Patrizia Antonino che lavorava presso una cooperativa che si occupa di malati di alzheimer è stata allontanata dopo anni di onorato servizio, per avere preso a bordo del pullman dove viaggiava con alcuni pazienti un piccolo micio.

Intenerita dal piccolo animaletto

L'episodio è avvenuto nel Maggio scorso, l'operatrice sanitaria aveva soccorso l'animale che era stato abbandonato in una scatola.

Intenerita dalla bestiola aveva portato il piccolo nell'edificio, la casa di cura: Gocce di memoria sita in località Giovinazzo. La vice coordinatrice del centro le aveva chiesto di cacciare il cuccioletto perché, poteva essere portatore di malattie dato che non si conosceva la sua provenienza. Lei aveva obbedito anche se a malincuore. Poche ore dopo la donna si era rimessa alla giuda del mezzo per accompagnare a casa altri pazienti, e aveva notato che il gattino era uscito dalla sua scatola, si trovava per strada e rischiava di essere investito. Per evitare di essere accusata di omissione di soccorso di animali, era scesa prontamente dal Bus e lo aveva rimesso nel suo lettuccio. I malati che aveva assistito alla scena avevano chiesto di salvarlo, così la donna lo aveva portato con se, tenendolo al caldo lontano dai pazienti.

Una degente anch'essa malata le aveva chiesto poi di potersi occupare del micio, perché una sua nipote lo avrebbe potuto accogliere in casa, avendo altri felini.

Il licenziamento

Il giorno dopo la signora Patrizia è stata sospesa dal lavoro, poi è stata anche licenziata. Il 15 Maggio infatti la cooperativa ha inviato all'infermiera, una lettera con la quale le si annunciava una contestazione disciplinare. La struttura sosteneva che la signora con il suo comportamento avrebbe messo in pericolo l'incolumità della paziente esponendola a possibili malattie trasmesse dall'animaletto, sospendendola dal servizio. La invitava per tanto a giustificarsi, poi il 30 maggio è arrivata la risoluzione del contratto effettiva, senza preavviso in conformità alle leggi in materia.

La reazioni della donna

La signora era allibita, non poteva credere a quanto le fosse accaduto, da allora è rimasta senza lavoro. Ha comunque deciso di impugnare il congedo forzato, sostenendo che questo provvedimento è solo un pretesto volto a giustificare i rapporti tesi da anni con la coordinatrice. La storia ha fatto il giro della rete in internet, molti sono quelli che hanno sostenuto l'infermiera 43 enne, firmando una petizione on line per permetterle di ottenere giustizia dalla vicenda.