I migliaia di profughi sbarcati a Civitavecchia pochi giorni fa occuperanno il centro polifunzionale di Via del Prato della Corte, a Roma Nord. Operazione che non ha risparmiato polemiche e che a quanto pare rientra nel piano di accoglienza del governo per fronteggiare la situazione di emergenza delle ultime ore, cominciata a giugno con la richiesta del Ministro dell'Interno all'Amministrazione Regionale per verificare la disponibilità dell'immobile, che a quanto sembra sarà in grado di accogliere dai tre ai quattromila immigrati.

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Centro polifunzionale, 'struttura da milioni di euro'

In merito si è espresso con toni piuttosto severi anche il consigliere regionale del centro destra, Pino Cangemi, il quale ha spiegato che la struttura, che comprende un complesso di cinque edifici su di una superficie di circa 5 ettari, è stata progettata "con l'ottica di creare un Centro Operativo di Protezione Civile in grado di ospitare le funzioni direttive e di formazione del volontariato".

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Centro che avrebbe dovuto avere - sempre secondo Cangemi - un ruolo prioritario nel volontariato a Roma Nord, ed allo stesso tempo sarebbe stato una vera e propria "colonna mobile regionale di primo intervento", grazie all'ubicazione strategica che avrebbe permesso di raggiungere in poco tempo qualsiasi zona del lazio. Struttura piuttosto imponente, insomma, per la quale sarebbero stati spesi milioni di euro, come precisa lo stesso consigliere.

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Politica

Le polemiche: Protezione Civile "sfrattata"

A fronte di tali avvicendamenti, pertanto, la Protezione Civile continuerà ad occupare il terzo piano della sede della giunta, in Via Cristoforo Colombo. Una situazione che genera paura ed indignazione tra i residenti e che assottiglia ulteriormente il margine già piuttosto labile di fiducia nelle istituzioni. L'obiettivo del Centro polifunzionale, prosegue Cangemi, era infatti proprio quello di "potenziare l'organico e le strutture adeguandole alle crescenti esigenze del territorio. Pertanto"non si capisce perché abbiano deciso di destinarlo ai profughi".

Ad aumentare ulteriormente la preoccupazione della gente, inoltre, la situazione di allarme dovuta ai numerosi incendi nel Lazio, che in quest'ultimo mese hanno coinvolto le zone di Bracciano, Castel Fusano e Ladispoli: fatti che dimostrano chiaramente che gli investimenti per rafforzare la Protezione Civile nell'aria laziale non sono mai troppi.

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