La maggior parte delle strutture alberghiere che ospitano i migranti hanno caratteristiche omogenee: si trovano in zone poste lontano dai grossi flussi turistici e si tratta di esercizi chiusi o prossimi alla chiusura. I proprietari di questi immobili non si lamentano dell’invasione dei migranti e sperano che questa situazione duri a lungo perché ha risolto tutti i loro problemi economici.

I proprietari di hotel guadagnano di più ospitando migranti

Un articolo de “Il Giornale” si è occupato di questo argomento ed ha riportato molti esempi di albergatori, i quali hanno fatto affari d’oro con i profughi e non vogliono tornare a ospitare turisti.

E’ l’esempio di Giancarlo Pari di Rimini, il quale due anni fa all’inizio della stagione estiva si lamentava del fatto che non ospitasse più migranti. Grazie a loro, aveva rivelato in una intervista al Resto del Carlino, il suo Hotel aveva incassato nei mesi di magra 1500 euro al giorno cioè 45 mila euro al mese. Il Giornale ha riportato l’elenco di varie strutture che, ospitando profughi africani, hanno guadagnato più di un milione di euro e fa il confronto con un hotel sul mare da 60 posti; ipotizzando che esso sia sempre al completo tutto l’anno, l’autore dell’articolo stima che il fatturato annuale di attività possa essere di 850mila euro.

La conclusione è che ospitare migranti per tutti i giorni dell’anno è un affare specie in bassa stagione, e il Giornale ha stimato che una struttura che ospita 50 migranti e che paga al minimo i collaboratori può arrivare a guadagnare diecimila euro al mese. In Sardegna, ha scritto Il Giornale, fanno a pugni per accaparrarsi lo straniero. Il quotidiano “La Nuova Sardegna” ha rivelato che l’80 per cento dei centri di accoglienza in provincia di Sassari si trovano in strutture di tipo turistico – ricettivo e anche gli agriturismi hanno sposato la Politica della riconversione a questo tipo di finalità, la quale porta lavoro e fa girare l’economia locale.

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L’accoglienza ai migranti fa anche miracoli, ha rivelato Il Giornale, ne è una conferma il caso di Yu Weixue, imprenditrice cinese, la quale era stata indagata qualche anno fa per avere fatto ristrutturare lo stabile di sua proprietà situato a Beinette, in provincia di Cune,o ad alcuni suoi connazionali senza permesso di soggiorno. Dopo avere trasformato il suo hotel in un centro di accoglienza dal luglio 2015, ha già incassato invece 247.905 euro.

Gli alberghi chiudono l'attività al mercato dedicandosi soltanto all'accoglienza dei profughi

Nel caso in cui ci fossero problemi nella gestione dei rapporti turista- immigrato, i proprietari di strutture ricettive hanno risolto tale inconveniente chiudendo i loro fabbricati al mercato e dedicandosi soltanto all’accoglienza dei profughi. Giulio Salvi, 59enne proprietario dell’hotel Ballevue in Valtellina, ha affermato che, in questo modo ha maggiori soddisfazioni a livello umano.

Nel frattempo, ha commentato il Giornale, l'albergatore si è consolato con quelle di natura economica, dal momento che l’importo del contratto per il 2016 era di 508.455 euro.

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