Una vicenda durata anni che finalmente ha un epilogo.Torna libera Daniela Poggiali, l'ex infermiera dell'ospedale di Lugo in Emilia Romagna, accusata di avere ucciso una degente. La donna era stata condannata inizialmente all'ergastolo dal tribunale di Ravenna per avere inoculato una siringa contenente del potassio alla paziente Rosa Calderoni nel 2014, a poche ore dal suo internamento. Molti i dubbi in merito ai fatti, tanto che il tribunale della Corte d'Appello aveva ordinato nei mesi precedenti una perizia medico legale sul cadavere dell'anziana.

Nelle pagine del referto era emerso che la causa della morte della 78enne Rosa poteva essere dovuta ad un insorgenza acuta della patologia di cui soffriva. Nel quadro clinico è affiorata solo in parte una certa compatibilità con la somministrazione del potassio, che però non è stato possibile rilevare con certezza nel sangue della paziente a livelli letali. Nemmeno con i nuovi metodi di calcolo della sostanza è stato possibile trovare analoghe applicazioni in lettura. Daniela Poggiali quindi è stata scagionata con formula piena. La procura comunque potrebbe lo stesso fare ricorso in Cassazione.

La reazione della famiglia

L'imputata alla lettura del verdetto ha esternato un grido di giubilo, soddisfatta della decisione della corte che la ha assolta poiché il fatto non sussiste.

Le sorelle della ex infermiera erano in aula, e anche loro erano estremamente felici riguardo l'esito del verdetto emesso dai magistrati. L'ex fidanzato della signora si è commosso fino alle lacrime. Erano assenti invece i figli della Calderoni.

I commenti dei legali

Il legale della signora Poggiali Lorenzo Valgimigli ha commentato l'assoluzione della sua assistita.

Secondo Valgimigli, Daniela Poggiali sarebbe stata sin dall'inizio vittima di pregiudizi riguardanti alcuni tratti della sua personalità obiettivamente controversa, scatenando un atteggiamento volto a ritenere che lei potesse essere un soggetto potenzialmente criminogeno. Questi ribaltamenti processuali per l'avvocato potrebbero essere l'espressione di un fenomeno culturale volto al confronto tipici della giurisprudenza italiana moderna, che abbracciano diversi standard probatori.

Fondamentale è stata sicuramente la perizia medico legale, che ha offerto ai giudici l'opportunità di riflettere sulla consistenza del fatto in sé. La morte è avvenuta in circostanze non compatibili con l'assunzione del potassio, che impiega tempi celeri nel cagionare i suoi effetti letali. L'altro difensore Stefano Della Valle invece, ha parlato dell'importanza del presupposto giuridico, maturato grazie alla rilevanza scientifica.